Scandalo sulla Cia per i voli clandestini

Sabato, 3 settembre 2011 - 13:00:00

Cia

La Cia avrebbe organizzato voli clandestini per trasportare sospetti etremisti islamici. Una controversia riguardo una società privata di trasporto aereo ha portato alla luce nuove prove sul trasporto di prigionieri catturati nel quadro della "guerra contro il terrorismo" lanciata dopo gli attentati dell'11 settembre 2001: è quanto riferisce oggi il Washington Post, secondo il quale decine di questi voli, con destinazione Bucarest, Baku, Il Cairo, Gibuti, Islamabad e Tripoli, sono stati organizzati dalla piccola società Sportsflight, con sede a Long Island (stato di New York), che affittava un aereo alla Richmor Aviation. Quest'ultima ha fatto causa alla Sportsflight per la rottura di un contratto e la controversia legale ha portato alla luce le prove sui voli clandestini.

Piani di volo ed elenchi passeggeri, in particolare funzionari della Cia, sono stati depositati come prove in occasione dell'apertura del processo a New York, secondo quanto riferisce il quotidiano statunitense, informato della controversia da una ong britannica, Reprieve, specializzata nella tutela dei diritti dei prigionieri, in particolare quelli detenuti dagli Stati Uniti a Guantanamo, sull'isola di Cuba. Richmor ha guadagnato almeno 6 milioni di dollari in tre anni del suo contratto con Sportsflight, secondo i documenti presentati alla corte.

I documenti presentati al tribunale citano d'altra parte il presidente de Richmor, Mahlon Richards, che spiega come la società trasporti "personale governativo e loro invitati". Il Washington Post cita tra gli altri uno dei voli, cominciato il 12 agosto 2003 e identificato come Gulstream IV, decollato dall'aeroporto Dulles di Washington con sei passeggeri a bordo con destinazione Bangkok. Prima del suo ritorno, quattro giorni più tardi, il velivolo ha fatto tappa in Afghanistan, nello Sri Lanka, negli Emirati Arabi Uniti e in Irlanda. Il volo, che ha avuto un costo totale di 339.228 dollari, sembra coincidere cronologicamente con l'arresto dell'indonesiano Riduan Isamuddin, detto Hambali, presunta mente degli attentati di Bali che hanno fatto 202 morti nel 2002. Hambali, infatti, è stato catturato il 14 agosto 2003 in Thailandia e successivamente detenuto per tre anni nelle prigioni segrete della Cia, prima di essere trasferito a Guantanamo nel settembre 2006.

Secondo il quotidiano britannico The Guardian, il velivolo affittato da Sportsflight potrebbe essere stato utilizzato anche in occasione dell'arresto di Khalid Sheikh Mohammed, presunta mente degli attentati dell'11 settembre 2001. Anche Abu Omar, l'imam egiziano prelevato a Milano il 17 febbraio 2003 nel corso di un'operazione coordinata dai servizi segreti italiani e dalla Cia, sarebbe stato trasferito dall'Italia con lo stesso aereo.

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