Regionali, vincono di poco Pdl e Lega. Berlusconi farà il rimpasto di governo

Sabato, 27 febbraio 2010 - 17:49:00


Di Francesco Cocco

Una vittoria di misura per il Centrodestra, che però non cambierà lo scenario politico e manterrà l'attuale situazione di incertezza, costringendo forse Silvio Berlusconi a ritoccare la composizione del governo. Questo il pronostico che affida ad Affaritaliani.it lo storico e politologo Roberto Chiarini, docente di Storia contemporanea all'Università di Milano.

Polverini Berlusconi

Ecco la sua previsione: "Finirà 8-5 o 7-6 per il Centrodestra, almeno se è vero ciò che mostrano i sondaggi": ovvero, una certa stabilizzazione degli elettorati. Venendo ad alcune sfide particolarmente combattute: "Credo che la Puglia per il Centrodestra sia persa, anche se come voti di lista è in vantaggio. Nel Lazio il voto cattolico conta meno di quel che si dice, però non mi sembra che il Pd in questa campagna elettorale si stia dando proprio allo spasimo. E questo nonostante la candidatura della Bonino sia stata provvidenziale, dopo l'esplosione del caso-Marrazzo che sembrava assegnare automaticamente la vittoria all'altra parte". Altra regione data ancora in bilico è il Piemonte: "Quella è una sfida che conta perché se la Lega vincesse anche lì si troverebbe con una seconda regione in mano, oltre al Veneto".

Secondo il politologo, all'indomani delle elezioni entrambi gli schieramenti resteranno avviluppati nelle proprie difficoltà: "Silvio Berlusconi è in difficoltà da diversi mesi - afferma Chiarini -, dopo aver raggiunto lo scorso 25 aprile il proprio momento migliore". Fu il giorno in cui, durante le celebrazioni per la Liberazione, pronunciò un discorso accolto con soddisfazione da buona parte della scena politica. Da lì, è l'analisi del politologo, la situazione è andata peggiorando in due fasi: "Prima con la storia dei pettegolezzi" che hanno riguardato la vita privata del premier. E adesso con vicende, le varie inchieste per corruzione, che pur senza riguardare direttamente Berlusconi stanno scuotendo il suo partito. "Anche nel Pdl - osserva il docente - ci si comincia a posizionare per il dopo-Berlusconi".

renzo bossi

C'è chi immagina ulteriori scosse nel Centrodestra e nel Governo nel caso di una grande affermazione della Lega Nord. Ma è un'ipotesi che il professore lombardo non condivide del tutto: "Il Carroccio sembra avviata verso un ottimo risultato. Ma è da vedere. C'è una gestione del potere che a qualcuno fa arricciare il naso. Ad esempio a Brescia ha creato parecchie perplessità all'interno del gruppo dirigente della Lega l'imposizione della candidatura a consigliere di Renzo Bossi, figlio del leader del Carroccio". E se invece l'exploit arrivasse? Il governo scricchiolerebbe? "Non credo, perché la Lega non ha una soluzione di ricambio. Senza Berlusconi rischia di finire nuovamente in un angolo".

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