Chiappori ad Affari: "Bossi decide, noi ci adeguiamo"

Giovedì, 23 giugno 2011 - 15:28:00


Di Tommaso Cinquemani

Giacomo Chiappori
"Il capo decide e poi gli altri si adeguano. E' come quando Bossi decide chi deve fare il ministro e chi invece il sottosegretario". Così Giacomo Chiappori, deputato della Lega e membro del "cerchio magico" di Rosi Mauro, commenta per Affaritaliani.it le polemiche successive al voto che ha riconfermato Reguzzoni capogruppo alla Camera. "Il problema è che si tenta di far emergere delle divisioni che invece non ci sono. Noi della Lega abbiamo una struttura di partito molto solida, e facciamo invidia a tanti altri partiti che non sono così strutturati". E sul governo: "Il nostro schieramento non riesce a mettere a fuoco i problemi del Paese e non capisce che la crisi di oggi fa impallidire quella del '29. Ci sono troppi parlamentari che vanno di qua e di là".

La nomina a capogruppo alla Camera di Marco Reguzzoni ha portato a galla le divisioni all'interno della Lega tra i fedeli di Maroni e i cosiddetti membri del "cerchio magico" di cui lei fa parte. Divisioni che certo non fanno bene alla Lega.
"Nel partito non ci sono divisioni. Quello che è successo ieri sera è assolutamente normale. Il capo decide e poi gli altri si adeguano. E' come quando Bossi decide chi deve fare il ministro e chi invece il sottosegretario".

Voci provenienti dall'interno del Carroccio affermano che lei si è accapigliato con l'onorevole Fava, noto maroniano, dopo il diktat di Bossi su Reguzzoni...
"Abbiamo parlato da persone civili e oggi abbiamo anche preso un caffé assieme. Il problema è che si tenta di far emergere delle divisioni che invece non ci sono. Noi della Lega abbiamo una struttura di partito molto solida, e facciamo invidia a tanti altri partiti che non sono così strutturati. Le primarie le facciamo da anni, ma le facciamo all'interno delle nostre sezioni, per capire chi è più bravo, chi deve andare avanti e chi no".

Si parla anche di un congresso nazionale per far emergere le divisioni all'interno del partito e risolvere le conflittualità che si sono formate.
"Tutte invenzioni. Faremo dei congressi nelle varie regioni, ma è routine. Ci sono certo dei mal di pancia dentro la Lega, ma dall'89 ne ho visti molti. Non è certo questo che mi preoccupa".

E cosa la preoccupa?
"Il problema è che il nostro schieramento non riesce a mettere a fuoco i problemi del Paese e non capisce che la crisi di oggi fa impallidire quella del '29. Ci sono troppi parlamentari che vanno di qua e di là".

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