Intorno al cenacolo si riuniscono i “Fratelli d’Italia”, parenti serpenti nell’attività politica, moderati, attenti osservatori e critici di fronte alla rivoluzione prossima ventura che il “libro dei sogni” svelato da Affaritaliani, pone come oggetto del dibattito.
Uno contro l’altro anzi, a fianco dell’altro in uno spirito da bicamerale e ampiamente rappresentativo discutono sulla secessione del Veneto guidata dal ministro Zaia, protagonista involontario di quello che può essere un sogno per qualcuno, una prospettiva per altri o un incubo per molti. Dalla Lega Nord, ai Cristiano Popolari rappresentati da Mario Baccini, al Pd, sino all’Italia dei Valori. Intorno a Fratelli d’Italia si accende il confronto.
FIANO: "UN LIBRO VEROSIMILE" - E’ un libro verosimile – commenta Emanuele Fiano, Pd franceschiniano – è scritto bene e contiene due storie, la caduta del Governo dopo le esternazioni di Fini e la secessione ma c’è un punto di domanda: i leader sembrano aver fermato la secessione ma il popolo leghista? Secondo me no, per cui consiglio di leggere il libro”.
CORRITORE: "IL PD E' LA COSA PIU' NUOVA CHE ESISTA" - Anche l’autore della prefazione, Davide Corritore, anch’egli Pd ma di fede bersaniana, si sofferma sul dissolvimento: “E’ in corso un disegno di fortissima secessione e lo si capisce bene anche senza leggere Fratelli d’Italia. Questo libro va un po’ oltre quello che sta succedendo e vedo un po’ più in là: nel caso del Veneto è l’unica regione d’Italia oltre la Sardegna in cui il popolo è riconosciuto come entità al di là delle istituzioni. Non stiamo parlando di un’invenzione: c’è un principio di autonomia popolare che qualcuno sta vestendo politicamente”. Corritore pronostica in caso di secessione gli effetti sul Pd, destinato a diventare il partito del nord: “Il Pd è la cosa più nuova che esiste, dire la resistenza di fronte alla dissoluzione dello Stato”.
ALESSIA MOSCA: "BISOGNA PARLARE DEGLI INTERESSI DELLA GENTE" - L’altra metà del cielo è rappresentata da Alessia Mosca, perché se la secessione è femmina, “Il libro dovrebbe chiamarsi sorelle d’Italia – dice. E aggiunge: “Se ci fossero più donne si parlerebbe di cose che interessano di più la gente normale, cioè il lavoro, come si concilia la professione con la vita, come si fa a portare avanti una famiglia. Io credo che, nonostante tutta la retorica leghista, alla fine si continui a non discutere dei temi che le persone normali vogliono che siano risolte”. E su come colmare il divario di voti tra Lega e Partito Democratico nel nord, la Mosca non ha dubbi: “La situazione non ci mette in una condizione di grande facilità ma stiamo lavorando e penso che il Partito Democratico per come si sta riorganizzando dopo la stagione delle primarie, possa sperare di dare delle risposte che convincano anche il nord. In fondo una figura come Bersani soprattutto al nord ha una fortissima credibilità per la sua capacità di parlare contemporaneamente alle imprese e ai lavoratori”.
GARAVAGLIA: "LA LEGA E' ORMAI UN MOVIMENTO DI STABILITA'" - L’ultima parola è di Massimo Garavaglia, senatore della Lega Nord, vicepresidente della Commissione Bilancio che non vuole parlare di secessione, anzi: “La cosa abbastanza divertente di questo periodo è che la Lega da movimento di rottura e rivoluzionario è un movimento di assoluta stabilità e si fa garante di quella che è la cosa più importante, cioè un sano buon senso per fare finalmente fare le riforme che servono”.