Rivoluzione a Cuba, il comunismo non c'è più
Il presidente cubano Raul Castro ha lanciato la sua "rivoluzione capitalista", adottando una legislazione che favorisce il settore delle piccole imprese, crea un "rudimentale" mercato del lavoro e taglia in modo drastico i sussidi per i disoccupati. Come scrive il Financial Times, il fratello minore di Fidel Castro ha compiuto così un passo importante per la "modernizzazione dell'economia" di Cuba.
"E' legge ora, non si può tornare indietro", commenta un economista cubano che ha parlato al quotidiano finanziario britannico in condizione anonimato."E' una cosa positiva e mi dà la speranza che che le riforme siano cominciate".
L'aspetto più significativo è la possibilità che i piccoli imprenditori avranno - pur operando in un sistema economico controllato dallo Stato - di assumere dipendenti, fare affari con la pubblica amministrazione e chiedere prestiti alle banche. Le riforme di Raul Castro mirano innanzitutto a legalizzare e a tassare il lavoro nero e creare posti di lavoro per i dipendenti pubblici in esubero che nei prossimi mesi saranno licenziati. Come riporta il FT, ci sono almeno 500.000 esuberi nella pubblica amministrazione cubana.



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