Caso Lusi, indagini su nuovi fondi. "Forse altri onorevoli sapevano"

La procura di Roma ha avviato un nuovo filone di indagine sulla vicenda per verificare se ci siano state altre appropriazioni illecite di fondi. Per questo motivo gli investigatori passeranno al setaccio i documenti contabili del partito. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il sostituto Stefano Pesci vogliono vederci chiaro ed accertare se la "prassi" di prelevare danaro dai fondi ricevuti dalla Margherita sotto forma di rimborsi elettorali nel periodo 2008-2011 sia stato un fatto circoscritto. Intanto potrebbero essere ascoltati dal procuratore, in qualità di testimoni, Carra, Lusetti e altri parlamentari firmatari di un ricorso al tribunale civile di Roma sui rendiconti del periodo 2009-2010. L'obiettivo è capire se altri esponenti della ex Margherita erano a conoscenza della gestione disinvolta da parte dell'ex tesoriere. Tra le ipotesi degli inquirenti è che l'ex tesoriere si appropriasse di somme di danaro confidando sull'omertà di colleghi che avrebbe potuto, in un qualche modo, eventualmente "ricattare". Ma su questa ipotesi per ora non si sarebbero trovati riscontri.
Il legale dell'esponente politico precisa che il suo assistito non ha mai usufruito dello scudo fiscale per far rientrare capitali in Italia. Questo sul piano dell'indagine. Ma si muove anche la politica. Mettere subito in calendario "per una rapida approvazione" una legge sui partiti. Per rispondere con nuove regole ai casi di ladrocinio come quello del tesoriere della ex Margherita Lusi. È la richiesta del segretario del Pd Pier Luigi Bersani e del leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. "È urgente procedere: diamoci tempi strettissimi" dice Bersani. Casini parla di "una settimana".
I due leader sono d'accordo sulla necessità di introdurre maggiore trasparenza nella gestione dei finanziamenti ai partiti. Ne hanno parlato questa mattina alla Camera, e vogliono un segnale chiaro, al di là del caso specifico. "Anche sulla spinta dei presidenti delle Camere, chiediamo che si metta in rapida discussione e approvazione una legge sui partiti. Ci sono cinque o sei proposte depositate, si può partire da lì. Ma è un'urgenza al primo posto. Diamoci tempi strettissimi".
D'accordo il leader dell'Udc: "Indipendentemente dal caso singolo, non funzionano i meccanismi interni di funzionamento dei partiti. Chiediamo l'attuazione da tempo di una legge in questo senso. Ma è un ordine del giorno che è sempre stato rinviato. Bisogna garantire che i partiti siano case di vetro, tutti gli aspetti funzionali devono essere regolamentati per legge". E si può fare davvero in fretta: "Il testo entro una settimana si può approvare in sede legislativa in commissione", ha sottolineato il leader dell'Udc.
"Bisogna fare chiarezza fino in fondo e io dico che bisogna smettere di dare soldi a questi partiti che non se li meritano perché a differenza dei vecchi non fanno nulla, nemmeno la formazione. Questi dicono anche di avere speso dei soldi per delle spese che nemmeno hanno fatto'', sostiene Bruno Tabacci, esponente dell'Api, commentando a Porta a Porta il caso dell'ex tesoriere della Margherita. "Chi ha sbagliato deve pagare", sostiene nel salotto di Bruno Vespa Matteo Colaninno, deputato del Pd, che chiarisce "Il bilancio del Pd è l'unico certificato da una società esterna. La vicenda non ha nulla a che vedere con il nostro bilancio e chi ha sbagliato deve pagare. I pm vadano avanti".
Il senatore Luigi Lusi, indagato per espropriazione indebita ai danni dell'ex partito, è accusato di aver distratto 13 milioni di euro dai conti correnti della Margherita, partito di cui era tesoriere. Ieri è stato escluso dal gruppo del Pd a Palazzo Madama con una decisione presa all'unanimità dall'ufficio di presidenza del gruppo.
Spera in un segnale forte, da parte della Commissione di Garanzia, l senatore del Partito democratico, Ignazio Marino: "Auspico che la Commissione di Garanzia prenda una decisione che, nei fatti, è ovvia. L'espulsione di Luigi Lusi dal Partito Democratico è, a mio parere, una strada già tracciata: non vi sono particolari accertamenti da fare su un reo confesso che chiede il patteggiamento per aver rubato milioni di euro di denaro pubblico. Serve una decisione che tuteli la credibilità del Partito Democratico, non possiamo permettere che i cittadini dubitino dell'onesta e dell'impegno di tanti, a causa di pochi disonesti".
Massima collaborazione da parte di Francesco Rutelli e dei vertici della Margherita allo sviluppo delle indagini è quanto assicura l'avvocato Titta Madia, legale di Rutelli. "Allo stesso tempo - dice il legale - abbiamo l'intento di recuperare il più che sia possibile, perché possa reintegrarsi il patrimonio finanziario della Margherita che è stato depauperato da Luigi Lusi. Dunque - sintetizza l'avvocato - massima collaborazione sulle indagini e massimo impegno per il recupero delle somme, con tutti gli strumenti che la legge consente".


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