Caso Griffi/ Giuliano Cazzola (Pdl) ad Affaritaliani.it: "Altro che affare, il bagno è in terrazza"
Di Tommaso Cinquemani

"Io acquistai casa mia allo stesso prezzo di tutti gli altri inquilini. 210mila euro per un appartamento di 70 metri quadri". Giuliano Cazzola, vicepresidente della commissione Lavoro di Montecitorio in quota Pdl, sceglie Affaritaliani.it per intervenire sulla polemica scoppiata intorno ad un appartamento acquistato a Colle Oppio, a Roma, ad un prezzo 'stracciato', insieme a Filippo Patroni Griffi, attuale ministro della Funzione Pubblica. "Altro che prezzo stracciato. Quell'immobile non aveva il riscaldamento e aveva il gabinetto in terrazza". E aggiunge: "Gli inquilini del palazzo pregarono me e Griffi di farci da parte perché il fatto che ci fossimo noi attirava troppo l'attenzione dei giornalisti e gli aveva creato un sacco di problemi".
Onorevole Cazzola, lei è finito nella bufera per un immobile acquistato a Colle Oppio, a Roma, ad un prezzo 'stracciato'. Insieme a lei anche Filippo Patroni Griffi, attuale ministro della Funzione Pubblica, usufruì di uno sconto notevole. Sono polemiche fondate?
"Io acquistai un appartamento in uno stabile dove lo aveva anche Griffi. Ma non capisco tutta questa polemica. Io ero un inquilino di un ente previdenziale e ho acquistato un immobile alle regole della cartolarizzazione. L'ho preso con lo sconto che si faceva a tutti gli inquilini".
Facciamo un passo indietro, ci racconti la storia dall'inizio.
"Io arrivai in quell'appartamento nel 1994. Nel 2001 partirono le cartolarizzazioni e il mio immobile, insieme a quelli degli altri inquilini del palazzo, fu scelto per essere venduto. Fu valutato 350.000 euro a cui venne applicato uno sconto del 40 per cento. Il 30 per il fatto che ero inquilino e un altro 10 per il fatto che tutti gli inquilini comprarono la casa".
Quindi alla fino lo pagò 210mila euro. Di quanti metri quadri era l'appartamento?
"Era di circa 70 metri quadrati. Ma prima di poterlo comprare ci furono molte polemiche"
Intende lo stop imposto da Maria Teresa Armosino, ai tempi sottosegretaria dell'Economia, perché l'immobile era considerato in condizioni fatiscenti e non di pregio?
"Esatto. La Armosino fece una norma in finanziaria con la quale ritirava questi immobili dalle vendite. Gli inquilini dei due palazzi pregarono me e Griffi di farci da parte perché il fatto che ci fossimo noi due gli aveva creato un sacco di problemi. Fecero ricorso e lo vinsero. I giudici ritennero fondata l'eccezione di costituzionalità di quella norma. A quel punto l'Inps vendette l'immobile".
Quindi l'appartamento non era di pregio?
"Assolutamente. Per altro non c'è nessun immobile di enti previdenziali in Italia che sia stato venduto come di pregio. C'è una giurisprudenza che stabilisce che un immobile sia valutato non solo dalla posizione, ma anche dalle sue condizioni fisiche. Quell'immobile non aveva il riscaldamento e aveva il gabinetto in terrazza".
Quindi vi siete sentiti penalizzati perché avevate l'attenzione dei media addosso?
"Sì, perché c'erano tanti giornalisti che scrivevano su di noi. Oltre a noi due vip c'erano 38 famiglie che l'hanno comprato a quei prezzi. E poi diciamolo: quando scrivono che questi immobili valgono 800mila euro non so dove prendano queste cifre".
Se qualcuno le offrisse quella cifra venderebbe?
"No, non venderei mai".
Che cosa pensa del fascicolo aperto dalla procura di Roma?
"Sono felice, voglio che si faccia chiarezza".


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