Salgono Casini e Gelmini, scendono Rocca e Giannini
Di Angelo Maria Perrino
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Scende Massimo Giannini, vicedirettore di Repubblica. Riconosce, bontà sua, che non si può dare la colpa della crisi a Berlusconi, deve ammettere che l'idea di Franceschini è "parziale, imprecisa, a sua volta insufficiente". E propone la sua ricetta che passa per "una vera riforma della previdenza, ritoccando una volta per tutte i trattamenti di anzianità e l'età pensionabile delle donne".
Ma si ricorda Giannini la fatica che aveva fatto l’allora ministro del Welfare Maroni, due governi fa, a metter mano alla spesa previdenziale e ad innalzare l’età pensionabile a 60 anni? Si dimentica le piazze scatenate, gli scioperi, gli strepiti? E si è dimenticato Giannini che il non dimenticato governo delle sinistre guidato da Romano Prodi tra le cose sbagliate che ha fatto ha annullato con il ministro del Lavoro Damiano proprio lo scalone di Maroni?
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Sale Mariastella Gelmini: il tenace e procace ministro dell’Istruzione porta nelle scuole un’icona della sinistra come Giorgio Gaber, l’uomo de "la libertà è partecipazione". Motivazione del ministro: "Facciamo conoscere la sua grandezza agli studenti". E ancora: "Penso che il pregio più grande di un artista straordinario come Gaber sia quello di insegnare a pensare senza pregiudizi, senza ideologie, ma fornendo una chiave di lettura assolutamente attuale dei vizi e delle virtù del nostro Paese. Un pensatore come Gaber può essere ospitato all'interno dell'ora di lezione di Educazione alla cittadinanza e Costituzione". Bravo, ministro Gelmini, ancora una volta mostra di conoscere il mondo della scuola meglio di molti pedagogisti saliti sulla cresta dell’Onda.
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Giù le croniste di moda dei quotidiani e dei periodici. Riempiono le pagine dei giornali di titoloni a nove colonne che sono niente di più che delle marchette agli stilisti: non contengono notizie né incrementano le conoscenze. Sono rimasticature delle rassegne stampa, che servono solo a garantirsi il guardaroba per Natale. Paginate e paginate di zibellini e astrakan, sete devorè e bolerini tricot, visoni colorati e cammelli destutturati, piglio punk e ispirazioni avanguardistiche. Ma dove vivono queste colleghe? E chi gli passa questi pezzi?
(continua - "Sale Lamberto Cardia, scende Gianfelice Rocca...")



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