Casini (Udc): "Surreale come i partiti si comportano con Monti". Il Pdl avverte il premier
Pochi giorni di vacanza e Mario Monti si rimette subito al lavoro per dare il via alla 'fase due', dopo l'approvazione definitiva della manovra. Il premier e' rientrato a Roma nel tardo pomeriggio di oggi e per domani alle 15 ha convocato la riunione del Consiglio dei ministri. Un appuntamento per fare un primo screening dei provvedimenti da mettere a punto, a cominciare dalle liberalizzazioni. Ma allo studio c'e' anche la riforma degli ammortizzatori e il dossier sulla delega fiscale. Al primo punto dell'ordine del giorno del Cdm le "indicazioni del Presidente del Consiglio sul programma di lavoro delle prossime riunioni" del governo: il Professore domani illustrera' ai ministri la road map su cui il governo si muovera' per dare piena attuazione al rilancio dell'economia, mentre giovedi' la tradizionale conferenza stampa di fine anno sara' l'occasione per spiegare agli italiani i prossimi obiettivi. Ma nei partiti che sostengono il governo cresce la preoccupazione e nel Pdl non si placano i mal di pancia per una manovra che, a detta dell'ex premier Silvio Berlusconi, rischia di innescare la spirale della recessione. Cosi' oggi il Pdl torna a far sentire la sua voce e lancia un avvertimento al governo. Il primo a mettere i puntini sulle 'I' e' Maurizio Gasparri: "In materia di liberalizzazioni il Pdl e' pronto a fare la sua parte. Non siamo invece disponibili a colpi di mano unilaterali".
Quanto alle iniziative singole dei ministri, Gasparri lancia un altro avvertimento: "i temi della politica, della riforma elettorale, della riforma costituzionale, debbano essere competenza dei partiti politici. Sarebbe ben strano se un governo tecnico si intromettesse, anche attraverso suoi esponenti, in queste vicende. E l'iperattivismo di alcuni potrebbe causare tensioni con conseguenze dannose e sconsigliabili". Non e' da meno Fabrizio Cicchitto: "Il governo Monti deve portare avanti la sua missione derivante dall'emergenza evidentemente a tre condizioni: che dopo una durissima manovra che ha forti elementi restrittivi seguano consistenti operazioni funzionali alla crescita, che i processi di liberalizzazione e di privatizzazioni non si risolvano in piccole operazioni punitive ma riguardino una serie di grandi e impegnative questioni, che nessun ministro usi il governo per montare o smontare operazioni e schieramenti politici".
A difesa dell'esecutivo si schiera il leader Udc, Pier Ferdinando Casini: "E' surreale come la politica si comporti nei confronti del Governo Monti. Leggendo i giornali sembra che molti, scampato il pericolo, siano pronti a riprendere le vecchie abitudini. Ma il pericolo e' piu' che mai davanti a noi e, se non cancelliamo le vecchie abitudini, potrebbe travolgerci".


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