Casini lancia l'alleanza con Pd e Pdl. Di Pietro: "Passera è il futuro leader"

Mario Monti è l'unica alternativa al fallimento dell'Italia, nessuno avrà il coraggio di mandarlo a casa e di andare a elezioni anticipate. Quindi avanti con il secondo tempo. Il Terzo Polo considera il governo di impegno nazionale praticamente blindato e, a due giorni dall'approvazione in prima lettura della durissima manovra economica, si dà appuntamento al Palazzo dei Congressi di Roma per dire, come fa Pier Ferdinando Casini, "al nostro popolo che la nostra ambizione è quella di guidare il paese" perché "siamo la forza che può stabilizzare il paese".
In una sala che nella domenica prima di Natale Udc, Fli e Api stentano a riempire, Rutelli senza modestia ricorda che "se in Italia non c'è più il governo Berlusconi lo si deve al terzo polo". L'Inno di Mameli apre come di consueto la kermesse, i tre leader salgono sul palco dove campeggia la scritta 'Salvare l'Italia con il terzo polo' e si mettono in posa per la foto di rito davanti a fotografi e telecamere piuttosto numerosi mentre poche sono le bandiere che sventolano in platea nella fredda e piovosa mattinata romana. Tocca a Fini aprire gli interventi scusandosi perché non potrà restare ad ascoltare quelli dei suoi alleati: ha un altro impegno, nell'altra veste, quella di presidente della Camera, il concerto di Natale del Senato con le alte cariche dello Stato. Il governo Monti, dice, è "l'unica possibile alternativa al fallimento dell'Italia". E così come di fronte a "Berlusconi che negava l'evidenza il terzo polo era tra i più risoluti a chiedere un'inversione di rotta", oggi è tra i più convinti sostenitori del nuovo esecutivo. "E' da irresponsabili - incalza la terza carica dello Stato - pensare che tra qualche settimana si possa procedere allo scioglimento delle Camere per tornare alle urne. Nessuno può pensare di farlo se non pagando un prezzo altissimo, finendo sul banco degli imputati".
Casini è convintissimo che "nessuno avrà il coraggio di portare il paese alle elezioni anticipate, nessuno avrà il coraggio di mandare a casa Monti" perché "significherebbe tagliare il ramo di un albero su cui si è seduti, mandare a fondo se stessi e il paese". Quindi avanti con la fase due, quella della crescita, che per il leader Udc non può che partire dalle liberalizzazioni: "E' chiaro che si perdono voti a liberalizzare, a parlare di ordini professionali, di farmacie ma se perdiamo voti con qualche corporazione li guadagnamo nel paese". Poi c'è la riforma del mercato del lavoro annunciata oggi dal ministro del Welfare, Elsa Fornero, in una intervista al Corriere della Sera che il terzo polo definisce "coraggiosa, onesta e leale".
E mentre il governo lavora per il risanamento dei conti, col sostegno incondizionato del terzo polo, osserva Fini, "il quadro politico cambierà", "il 2012 sarà foriero di novità, dobbiamo immaginare un'Italia diversa". Il leader di Fli ricorda il 14 dicembre del 2010, quando la mozione di sfiducia a Berlusconi fu bocciata per soli tre voti: "Sembrano passati 12 anni, non 12 mesi". Il terzo polo ha contribuito e contribuirà al mutamento: "Siamo un grande cantiere in cui si cerca di costruire l'Italia, aperto a tutti coloro che ritengono che l'unica stella polare sia l'interesse nazionale". Per parlare di alleanze bisognerà necessariamente aspettare, spiega Casini, "vedere l'atteggiamento dei partiti con il governo Monti" ma è certo che ormai "abbiamo impresso una svolta alla politica italiana: non siamo noi a liquidare il bipolarismo primitivo, si è liquidato da solo. Lo stanno liquidando Lega e Idv con l'opposizione sbracata, stanno dimostrando di non avere niente in comune con quelli con cui hanno fatto alleanze politiche. E' clamoroso che chi si è presentato insieme, davanti alle difficoltà drammatiche del paese si è diviso. Le foto di Vasto e della campagna elettorale di Bossi e Berlusconi sono ormai ingiallite". Tanto che Casini propone al Pdl di Angelino Alfano e al Pd di Pier Luigi Bersani un "patto costituente".
"Passera sara' il soggetto che dovremo tenere in conto per la politica dei prossimi anni. In queste ore stanno facendo a gara a chi puo' accaparrarselo tra centrosinistra, centrodestra e Terzo polo". E' la previsione sul futuro del ministro di Sviluppo e Infrastrutture avanzata da Antonio Di Pietro, che rinnova le sua critiche alla manovra. "Questa idea che dobbiamo dire si' a una manovra ingiusta perche' prima c'era il governo Berlusconi e' un modo per indurre in errore gli elettori". Nel corso di In Onda, il programma di approfondimento de LA7 condotto da Nicola Porro e Luca Telese, il leader Idv aggiunge che "e' una banalissima manovrina che aumenta tutte le tasse dove gia' ci sono e dove si possono prendere, ma manca totalmente di quel che doveva essere la legge del buon esempio: prima tutti i tagli, poi applicare a noi stessi quello che chiediamo agli altri". "Il governo Monti - ribadisce - non si e' differenziato dal precedente, sia in termini di fattibilita' che di fattualita'.
Se sei un governo tecnico dai un segno di discontinuita' col passato, abbi il coraggio di fare cio' che va fatto, altrimenti fai scegliere ai cittadini il loro governo attraverso le elezioni".
Critiche anche sul fronte della giustizia. "Il ministro Severino ha dichiarato che se ci fosse l'amnistia lei sarebbe d'accordo. Io sono per definizione contro l'amnistia: tu fai un reato poi io faccio una legge in cui dico che non sei piu' punibile. Ma in che Paese viviamo?".


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