Casa a Montecarlo: domande a Fini anche dall'Economist

Giovedì, 5 agosto 2010 - 18:06:00

La casa a Montecarlo del cognato di Gianfranco Fini interessa anche l'Economist. Il settimanale britannico, da venerdì in edicola, avanza qualche osservazione in uno dei due articoli dedicati al presidente della Camera, uno buono con "il piu' capace politico italiano" e l'altro piu' aspro. Nel secondo, intitolato "A FLI in his ear" che con la "Y mancante" rimanda al ronzio di una mosca nell'orecchio di Berlusconi, l'Economist pone "Qualche domanda a Mr. Fini".

La prima questione riguarda il ruolo di garanzia del presidente della Camera. "Puo' qualcuno con un ruolo cosi' di primo piano nel partito (FLI, ndr.) restare con onore in una carica che richiede imparzialita' e in grado di influire sull'agenda parlamentare?", si chiede il settimanale sottolineando che Fini "ha subito utilizzato il proprio potere nell'assegnazione dei tempi parlamentari per la mozione dell'opposizione" contro Caliendo. Lo stesso voto sulla mozione e' motivo di un'altra domanda per il leader di FLI. Tra le astensioni di due ministri e le assenze di alcuni parlamentari, "non e' stato convincente il debutto di una fazione che vuol presentarsi con un'immagine dura contro la corruzione".

Infine, l'Economist rilancia la faccenda della casa a Montecarlo. Fini, riepiloga il settimanale, haminacciato querela contro il Giornale. "Ma", chiosa il settimanale, "non ha ancora offerto una dettagliata confutazione delle accuse del quotidiano". Il destino politico di Fini e' tracciato, invece, nella sezione "Leaders". Al piu' "talentuoso politico italiano", si chiede: "Cosa vuole fare adesso del suo potere?". All'ex leader di AN l'Economist riconosce di aver fatto ammenda di frasi celebrative di Mussolini e del proprio passato di neofascista. Oggi e' "liberale nel suo punto di vista sulla societa'. Per esempio nel porre dei limiti all'influenza della Chiesa sulle vite degli italiani. Ha preso posizione contro la corruzione. Laddove Berlusconi ha ripetutamente attaccato la magistratura...Fini ha affermato che chiunque ricopra incarichi pubblici deve farsi da parte".

"Soprattutto, continua il settimanale, "Fini vuole un partito che non sia solo un veicolo per Berlusconi, ma la cui politica e' tessuta dai propri membri". Fini e' stato efficace nel "pianificare la sua strada verso l'alto, usando il potere per conseguire potere". Ma adesso che il potere di Berlusconi e' agli "sgoccioli", deve "cominciare a usare il potere per il bene degli italiani, e non per Gianfranco Fini. Cio' richiede non solo astuzia e istinto di sopravvivenza, ma attributi piu' nobili, compresa la fermezza e l'integrita' morale. Per Mr. Fini e' venuto il momento di dimostrare che le possiede".
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