La casa a Montecarlo arredata da Fini ed Eli
| FINI QUERELA IL GIORNALE. "Quanto pubblicato oggi da Il Giornale e' l'ennesima dimostrazione di un delirio diffamatorio che ha portato Feltri ad abdicare ai doveri minimi del giornalista. Pur di denigrare il presidente Fini, Feltri propone ricostruzioni fantasiose basate su improbabili racconti di E IL GIORNALE: PUBBLICHEREMO GLI ATTI. In merito alla querela annunciata da Gianfranco Fini, la direzione del giornale conferma il contenuto dell'articolo pubblicato: "Fini e signora comprarono i mobili della casa di Montecarlo". E annuncia che sull'edizione di sabato pubblichera' fatture, contratti e nome e cognome dei testimoni. E' quanto si legge in una nota |
La notizia è iniziata a circolare tra i parlamentari berlusconiani: “Fini e sua moglie sono stati visti in un negozio di arredamento mentre sceglievano i mobili”. Anche perché, nel negozio di via Aurelia, peraltro vicino alla sua abitazione, il presidente della Camera si sarebbe recato almeno un paio di volte: i testimoni sarebbero quindi parecchi.

Fini e la Tulliani ad Ansedonia con le figlie e la suocera. Ma c'è tensione nella coppia, Gianfranco è molto arrabbiato con la compagna per l'appartamento affittato dal cognato (Foto Chi-Il Tirreno)
LE IMMAGINI
E’ primavera 2009 quando Elisabetta Tulliani si presenta nel negozio con progettista a seguito. Alcune settimane dopo si sarebbe passati all’elaborazioni dei preventivi. E in queste occasioni, la Tulliani si sarebbe presentata nel negozio sempre senza il marito. È soltanto dopo che Fini avrebbe accompagnato – e in più occasioni – sua moglie Elisabetta nel negozio per dare un’occhiata ai mobili da acquistare. Il mobilificio è a pochi chilometri dall’abitazione della coppia Fini–Tulliani: i mobili, quindi, potrebbero esser destinati all’appartamento romano. Le indiscrezioni, però, aggiungono un dettaglio che sembra indirizzare questa vicenda verso il Principato.
Scrive Feltri nel suo editoriale che il Giornale ha recuperato la fattura della cucina e di altri arredi, e raccolto la testimonianza del gestore della rivendita. Discutendo di progetti e preventivi, i due avrebbero fatto spesso menzione della casa a Montecarlo, mentre è ancora “ricercato” il trasportatore che ha portato i mobili all’estero. Intanto due ex dipendenti del mobilificio confermano di aver visto la coppia Fini e Tulliani nel negozio.
Le rivelazioni di due dipendenti del mobilificio: ho visto Fini e la Tulliani
Era marzo del 2009 - racconta il primo - quando per la prima volta notai quella cliente, nel negozio, una bella signora, ma non la riconobbi". "Io sì, era Elisabetta Tulliani», interviene il secondo. Che spiega come «non era una novità vederla. I Tulliani sono vecchi clienti dell’azienda. Negli anni ’90, vennero a fare acquisti anche con l’ex fidanzato della signorina, Luciano Gaucci". "Poco dopo quella prima volta, le visite cominciarono a farsi frequenti - spiegano - ed Elisabetta, credo tra aprile e maggio, venne in negozio più volte: da sola, con la scorta e la bimba, con i genitori. Fece una serie di preventivi per una casa. E a quel punto l’azienda cominciò a mettersi in moto per trovare uno spedizioniere disposto a curare un trasporto, delicato e riservato, a Montecarlo. Questo perché c’erano da mandare su non solo i mobili da comprare, ma anche materiali, come maioliche e altro, a quanto si diceva destinati a una ristrutturazione della casa da arredare». Le telefonate per trovare un trasportatore furono «diverse», raccontano i due ex impiegati del centro arredi, che rimarcano come «si parlava apertamente di una casa di Tulliani a Montecarlo, non era un segreto di Stato, lì in azienda".
E poi? "Un bel giorno, forse un sabato - continuano - su una Smart nera arriva lui. Gianfranco Fini, in jeans e giubbotto avion, insieme a Elisabetta". Non passa inosservato. "Ovviamente c’è chi gli ha chiesto l’autografo, chi voleva stringergli la mano», spiegano i due ex dipendenti. In quell’occasione il presidente della Camera e la compagna «parlarono con la proprietaria», raccontano, "ma poi uno degli arredatori che collaboravano col negozio fece, per loro, il progetto di una cucina, tra l’altro mi sembra che Fini nell’occasione gli autografò anche un libro, e di certo si è parlato abbastanza apertamente del fatto che quella cucina doveva andare fuori, doveva andare nella residenza all’estero, quella dei preventivi di cui abbiamo detto".
"Per tutti - proseguono - la percezione era che questi mobili, questi lavori erano per casa loro, e che questa casa era all’estero. Tant’è che le richieste, le telefonate per la spedizione, venivano apertamente motivate per “la casa di Fini a Montecarlo”. Va detto che Fini non ha mai comprato nulla direttamente, cioè, fatture e conferme d’ordine erano tutte a nome Tulliani".


Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.


















