Giallo Caroline Kennedy. Braccio di ferro Obama-Vaticano
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Frizioni fra Washington e Vaticano. La Santa Sede avrebbe espresso parere negativo su tre candidati indicati dall'amministrazione Obama per rappresentare gli Stati Uniti Oltretevere. Fra i nomi bocciati c'è quello di Caroline Kennedy, figlia del presidente americano JFK assassinato nel 1963 e intransigente sostenitrice del diritto all'aborto. La sua candidatura aveva già fatto storcere il naso ai cattolici in patria.
I carri armati di piazza Tienanmen sono soltanto un lontano ricordo...
media cubani in 24 ore, Fidel Castro ha accusato il premier britannico Gordon Brown di "trattare con pregiudizio" Barack Obama per il colore della pelle del presidente americano.
Fuori anche Douglas Kmiec, il boss cattolico del Partito Democratico sostenitore dei finanziamenti alla ricerca sulle cellule staminali embrionali e alle Ong abortiste.
![]() Caroline Kennedy |
Kennedy, oltre ad essere notoriamente a favore dell'aborto, ha preso posizione in passato a favore della ricerca sulle cellule staminali, come il presidente Obama, che ha riaperto i rubinetti dei finanziamenti pubblici chiusi dall'amministrazione Bush. Sono questi i due punti di maggior attrito fra amministrazione Obama e Santa Sede.
Da quando Washington ha riallacciato i rapporti con il Vaticano nel 1984, il rappresentante Usa presso la Santa Sede è sempre stato un cattolico contratrio all'aborto, sia durante le amministrazioni repubblicane che democratiche.
Padre Federico Lombardi, responsabile stampa del Vaticano, ha già dichiarato che la Santa Sede "non ha ricevuto nessuna candidatura da Washington e perciò non può aver posto alcun veto a nessun candidato". Non è la prima volta che la nomina di un ambasciatore presso la Santa Sede crea delle frizioni. In tempi recenti, la Francia ha visto bocciata la nomina di Denis Tillinac, cattolico ma divorziato, e Jean-Loup Kuhn-Delforge, apertamente omossesuale. Anche l'Argentina ha visto bocciato il suo candidato, l'ex ministro della Giustizia, Alberto Iribarne, divorziato e fautore delle iniziative legislative sull'aborto e la contraccezione.
![]() Barack Obama |
Il tempo però stringe. Obama sarà a luglio in Italia ed è previsto un colloquio con Benedetto XVI. L'auspicio è che per quella data ci sia già un ambasciatore Usa presso la Santa Sede. Oltretevere fanno sapere che "senza ambasciatore è a rischio l'udienza del Papa al presidente Usa". Il nuovo diplomatico sostituirà Mary Ann Glendon, una professoressa dell'Università di Harvard che ha rappresentato gli States durante l'Amminstrazione Bush.



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