Fiori d'arancio/ Mara Carfagna dice sì a Mezzaroma
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GAY PRIDE. La ministra ribadisce il suo no al patrocinio del ministero delle Pari opportunità al Gay Pride: "Patrocinio che non ho dato l'anno scorso e che non intendo dare neanche quest'anno. Non posso concedere l'appoggio del mio ministero e quindi del governo a una manifestazione dove si urlano volgarità e insulti contro il Papa, il capo dello Stato, il presidente del Consiglio e si chiede l'equiparazione delle loro unioni al matrimonio". Si torna al punto di partenza, del resto il giudizio della Carfagna, che sembra insindacabile, lascia un'apertura agli organizzatori della manifestazione. La ministra dice di aspettare un invito al confronto per avviare un dialogo: "Non ho mai ricevuto la richiesta ufficiale di un incontro, ma solo improperi tramite lanci di agenzie. Se quell'invito dovesse arrivare, non avrei problemi a dire di sì, basta che non sia un modo per farsi pubblicità".
![]() Mara Carfagna e Marco Mezzaroma (Foto Diva e Donna) GUARDA LA GALLERY |
RONDE. Chiaro il pensiero di Mara Carfagna che a pochi giorni di distanza dal congresso con cui Alleanza nazionale è confluita ufficialmente nel Popolo delle libertà, alla rivista di moda e costume confessa un passato di simpatizzante del Movimento sociale italiano e si dice ottimista nel potere di deterrente ai crimini delle ronde. "Saranno costituite di intesa con il sindaco e il prefetto. Insomma ci sono tutte le garanzie – spiega la ministra – perché siano esclusivamente associazioni di cittadini al servizio di cittadini. Garantire la sicurezza è compito dello Stato, ma io non critico le ronde, anzi sono abbastanza fiduciosa".



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