Retroscena/ Caos nella Direzione del Pd, Bersani messo all'angolo. Bindi, Letta e Veltroni spingono per non andare a elezioni anticipate
Tommaso Cinquemani

Si avvicina il voto e la sedia di Bersani scricchiola. Durante la direzione del Pd i frondisti si sono fatti avanti e hanno messo il segretario all'angolo. Secondo quanto Affaritaliani.it è in grado di riferire tre correnti del partito sono uscite allo scoperto per fare pressing su Bersani e convincerlo a non chiedere elezioni anticipate.
Perché un comportamento del genere da un partito di opposizione che dovrebbe anelare a conquistare il potere? Tra i democratici molti non vedono di buon occhio Bersani come candidato premier. Rosy Bindi in primis scalpita perché vorrebbe avere tutta per sé la poltrona da sfidante. Poltrona che le permetterebbe di agganciare anche il partito di Casini e di Rutelli, oggi allontanati dall'alleanza con Sel.
Ma secondo le fonti di Affari ci sono almeno altri due personaggi di spicco che puntano allo scranno. Il primo è Enrico Letta, a cui non dispiacerebbe affatto uscire dall'angolo e mettersi alla testa del partito. Una figura di primo piano che raccoglie molti consensi grazie alla rispettabilità guadagnata in anni e anni di parole pacate. E poi Walter Veltroni che è tornato alla carica, ma non per se stesso, bensì per il suo figlioccio: Matteo Renzi, sindaco di Firenze. Tutti e tre vogliono rimandare le elezioni per avere il tempo di indire il congresso e mettere in discussione la leadership di Bersani. Insomma: si avvicina l'opportunità di mettere le mani su palazzo Chigi e nel Pd si acuiscono le divisioni.
Il segretario del Pd sembra non reagire, incastrato in una situazione tutt'altro che semplice. Se cede alle insistenze rischia di perdere il partito, ma se si presenta come candidato premier nel 2012 rischia che i suoi lo abbandonino e che alle primarie di coalizione Nichi Vendola prenda più voti.
C'è poi un'ultima incognita: quella dei prodiani che vogliono vedere l'ex presidente del Consiglio al Quirinale dopo la fine del settennato di Napolitano. Il gruppo è pronto a stringere alleanze con chicchessia, pur di vedere il loro leader al Colle.


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