Governo in bilico/ La maggioranza alle prese con la 'bomba' Caliendo. Fini: "Sulla sfiducia ho le idee chiarissime"

Lunedì, 2 agosto 2010 - 07:49:00

Non sono soltanto gli scenari futuri ad agitare il Governo. I ragionamenti su elezioni anticipate e allargamento della coalizione, lasciano spazio in queste ore alla "grana" Caliendo. La mozione di sfiducia al sottosegretario alla Giustizia, indagato nell'inchiesta P3, potrebbe essere il primo possibile casus belli tra il Pdl e gli ormai ex colleghi di partito di "Futuro e Libertà". Sarà decisivo il calendario fissato domani alle 18 dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

La mozione potrebbe essere votata in settimana o slittare a settembre. In ogni caso, l'attesa è per come voteranno i deputati di "Futuro e libertà". "Fini ha le idee chiarissime", fa sapere il suo portavoce. Una dichiarazione che non può di certo lasciare tranquilla la maggioranza. "Nel governo può succedere veramente di tutto", ammette Roberto Castelli. Nonostante l'ottimismo del ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto: "Sono certo che la mozione verrà respinta". E la frecciata di Altero Matteoli diretta al presidente della Camera: "Non si possono usare le dimissioni solo quando fa comodo".

In casa Pdl, insomma, le acque sono ancora mosse. Il sottosegretario Menia fa sapere: "C'è la fila per entrare in Futuro e Libertà". Domani sarà presentato il gruppo autonomo anche al Senato: con l'adesione di Barbara Contini salgono a dieci i senatori "finiani". E il ministro Fitto, pur sottolineando "la solidità del Governo", lascia intravedere scenari alternativi, come "allargare la coalizione all'Udc". Ma Casini insiste sull'esecutivo "di responsabilità nazionale".

"Il presidente Fini ha le idee chiarissime su Caliendo, e le discuterà con il suo gruppo un attimo prima dell'eventuale voto sulla mozione di sfiducia". E' la dichiarazione con la quale Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera, fa cuocere sulla graticola chi in queste ore, nella maggioranza e nell'opposizione, si chiede se il primo strappo di "Futuro e libertà" possa consumarsi già prima della pausa estiva. Difficile fare previsioni, anche perché uno deputati finiani, Nino Lo Presti, fa subito sapere: "Non voterò mai la sfiducia a Caliendo".

"Nel governo può succedere veramente di tutto". Parola di Roberto Castelli. "Se Fini", spiega il viceministro per le Infrastrutture, "ha 33 deputati, può condizionare assolutamente tutto il Parlamento, diventa l'ago della bilancia: bisogna vedere se proprio nel momento in cui dovranno votare, voteranno tutti compatti o no: vediamo su Caliendo cosa accadrà".

Un'ipotesi che non spaventa il ministro Fitto. "Quanto alla mozione di sfiducia nei confronti del sottosegretario", ha dichiarato l'esponente del Governo , "è evidente il tratto strumentale e privo di fondamento della stessa. Sono certo che la maggioranza la respingerà in maniera assolutamente ferma".

Una frecciata al Presidente della Camera arriva dal ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. "Non si può usare l'istituto delle dimissioni quando fa comodo e poi non tenerne conto in altre circostanze". "E' una riflessione", ha proseguito Matteoli, "che dobbiamo fare tutti. La faccia l'onorevole Fini così come la facciamo tutti noi".

L'eventualità che la mozione di sfiducia a Caliendo non venga messa in votazione alla Camera già questa settimana è legata a due possibilità: la prima è che il sottosegretario si dimetta prima del voto parlamentare. La seconda è che il governo decida di non far proseguire oltre i lavori di aula a Montecitorio. Oggi alle 18, infatti, Fini ha convocato la conferenza dei capigruppo proprio per decidere se stilare un calendario di lavori anche ad agosto oppure no.

Al momento erano previste sedute fino al 31 luglio. Ma sono ancora da convertire in legge due decreti del governo, quello Tirrenia sul trasporto marittimo e quello sul nucleare e le energie rinnovabili. La posizione del Pd è chiara: "Se la prossima settimana ci sarà Aula per i decreti", ha detto il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini, "si voterà anche la mozione di sfiducia a Caliendo".

Scontato il sì dell'opposizione ai lavori, si aspettano a questo punto le mosse della maggioranza. Se il governo annuncerà il ritiro dei decreti e la decisione di lasciarli decadere, è prevedibile che verrà rinviata a settembre anche la ripresa dei lavori d'aula, disinnescando così la prima "bomba" nelle mani dei finiani.

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