Calderoli: "I calciatori capricciosi e viziati, tassiamoli"

Mercoledì, 17 agosto 2011 - 18:10:00

calderoli

"Se dovessero continuare a minacciare scioperi o ritorsione proporro' che come ai politici anche ai calciatori venga raddoppiata l'aliquota del contributo di solidarietà". Cosi' il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, contattato telefonicamente dall'Ansa, interviene sull'ipotesi di sciopero dei calciatori apparentemente legata anche alla richiesta che siano le societa' di calcio a pagare l'eventuale contributo di solidarieta' previsto dalla manovra aggiuntiva.
 "I calciatori fanno i capricci: non so se sia giusto o meno il contributo di solidarieta' ma se c'e' qualcuno dovrebbe pagarlo sono proprio i calciatori che rappresentano la casta dei viziati', aggiunge l'esponente leghista non nuovo a polemiche con i calciatori. L'anno scorso, in occasione della manovra prima e dei mondiali poi, Calderoli propose una riduzione degli stipendi dei giocatori con l'introduzione di un salary cap e la rinuncia ai premi in caso di vittoria del Mondiale. Le dichiarazioni di Calderoli determinarono una dura reazione da parte del portiere azzurro Gigi Buffon. 
 
Come reagirà il calcio italiano di fronte al contributo di solidarietà? "I calciatori possono fare ciò che vogliono ma di sicuro quei soldi non verranno sborsati dalle società. Su questo tema sono intransigente. Possono scioperare anche per tutta la vita, vorrà dire che manderemo in campo la Primavera". Lo afferma l'ad del Milan Adriano Galliani in una intervista alla Stampa:
"Qualunque cosa ci sia scritto nella manovra del governo sul contributo di solidarietà, anticipo che per noi graverà al 100% sui calciatori e penso che sia un pensiero condiviso da tutti i club di serie A". Ha già parlato con i presidenti? "Faccio da capopopolo: se ci accolliamo anche queste spese dove andremo a finire?". L'Associazione Calciatori non è preoccupata. Dice che ognuno discuterà la propria situazione singolarmente in base al tipo di contrattoà "No, non ci siamo capiti. Io non faccio distinzioni. Questa è una tassa straordinaria e non ha niente a che vedere con il netto o il lordo. Il problema non esiste. Perché un lavoratore che guadagna 3500 euro al mese con a carico moglie e figli deve tirar fuori di tasca sua il contributo di solidarietà e un calciatore che ne guadagna 20 mila, no? Il mondo è cambiato. I calciatori non possono pensare di starsene in una torre d'avorio mentre il mondo crolla. La mia intenzione è non sborsare un euro se qualcuno non è d'accordo può sempre farmi causa". O andare a giocare all'estero... "La porta è aperta. Sono cambiati i tempi: il calcio italiano è in grossa difficoltà sia per la mancanza di stadi di proprietà sia per la diverse modalità di tassazione. L'Irap ad esempio all'estero non esiste. Tutti quanti dobbiamo collaborare per uscire da questa crisi. Se non ci diamo tutti una regolata diventa difficile trattenere i vari Eto'o , Sanchez o Pastore. Il calcio italiano da ristorante di lusso si è trasformato in una pizzeria".
 
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