Siluro della Lega contro Gianni Letta

Lunedì, 5 ottobre 2009 - 10:12:00


Gianni Letta
Gianni Letta
Terremoto nel Palazzo. O meglio, terremoto nella maggioranza. La bomba arriva lunedì mattina e a sganciarla è il ministro leghista Roberto Calderoli. Il "Gran Visir dei poteri forti non l'avrà vinta", promette il responsabile per la Semplificazione Normativa Roberto Calderoli, secondo cui nell'escutivo ci sono "almeno dieci-venti viscidoni" ma in caso di attacchi al governo "bisogna portare i cittadini a votare". Alle urne - spiega Calderoli al Corriere della Sera - bisogna tornare contro "i poteri forti che vogliono condizionare l'agenda del governo, e quando trovano resistenza reagiscono attaccando in modo scomposto chi è stato legittimamente eletto. Ma noi non ci stiamo se lo mettano bene in testa. Se c'è un colpo di Stato, perché si impedisce di governare a chi è stato eletto e ha rivinto le elezioni anche alle scorse Europee, noi non siamo affatto disponibili a subire. La risposta da dare è una sola, ed è concreta: bisogna chiamare a raccolta i cittadini, e farli esprimere con il voto. Quando i leader di una maggioranza lo decidono, si va alle urne" - aggiunge Calderoli -. E si dà una lezione ai 'viscidoni' che anche all'interno del governo mantengono ambigue connivenze con i poteri forti".

Ed ecco il passaggio chiave: "Ce ne è uno in particolare, ma non è il solo, ce ne sono almeno dieci-venti che hanno la coscienza sporca, e noi gli amici del giaguaro non li vogliamo". A chi si riferisce Calderoli? Chi è questo "uno in particolare"? Non è a Gianfranco Fini che bisogna guardare - precisa il ministro del Carroccio: "Lui fa politica , ha le sue posizioni e le porta avanti, ma questo è legittimo". E dunque? I sospetti portano dritti verso Gianni Letta. Proprio lui, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio che il Cavaliere vorrebbe promuovere a vicepremier unico. Ma la Lega non solo si mette di traverso a questo scenario ma sembra indicare nell'uomo del dialogo per eccellenza il nemico dello stesso governo presieduto da Silvio Berlusconi. D'altronde Letta è stato il promotore del dialogo con l'Udc e con Pierferdinando Casini, e viene visto all'interno del movimento di Umberto Bossi come il rappresentante di quei poteri centralisti contrari al cambiamento. Soprattutto (ma non solo) al federalismo.

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