Cacciari: il Pdl è un esperimento fallito, tanto quanto il Pd
Di Tommaso Cinquemani
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Lo scandalo Enac ha investito, seppure marginalmente, il Pd. Secondo lei sta tornando alla ribalta la questione morale nel Centrosinistra?
"Etichettare questi scandali come questione morale mi sembra assolutamente riduttivo. Politicamente e storicamente insignificante. Sono sintomi di una crisi di sistema nella quale siamo aggrovigliati. Ci sono onesti e disonesti, ma questo non importa; il fatto è che c'è una crisi delle forme politiche e delle istituzioni. Siamo incapaci di dar vita ad una ricostituzione di questo Paese. In una situazione di incertezza della legge, di crisi delle forme di partito, di caos istituzionale e legislativo succedono anche queste cose. Sono sintomi fisiologici di un sistema in crisi".
Il Pd ha gestito bene questi scandali, non avrebbe dovuto mettere più alla luce del sole eventuali coinvolgimenti?
"Sono convinto che nell'ambito del Pd le cose sono meno gravi che altrove, ma non è questione di dare voti. Queste forze politiche dovrebbero comprendere che così non si può andare avanti".
Secondo lei si potrebbe fare una legge elettorale bipartisan nel corso di questa legislatura?
"Non credo che si farà nulla in questa legislatura. Neppure le leggi finanziarie senza le quali andremmo a scatafascio. Per fortuna c'è il presidente della Repubblica Napolitano che ci custodisce. E nel caso si combini qualcosa si potrà solo fare peggio. Se passa una legge elettorale adesso sarà peggiore dell'attuale perché mescolerà il 'porcellum' attuale ad un blando proporzionale. E' l'unica riforma che si può fare ora".
E se si abolisse il "porcellum" per tornare al "mattarellum"?
"Non ce la faranno mai a far passare il referendum".
I rapporti incrinati tra Lega e Pdl possono mettere a rischio la maggioranza?
"Questi screzi non sono nulla a confronto con le divisioni interne al Pdl. La vera crisi del Centrodestra non è tra Lega e Pdl. Finché ci sarà Bossi e Berlusconi tutte le magagne verranno sopite. Quello che scoppierà sarà il casino dentro il Pdl".
Sta parlando delle correnti sempre più forti nel partito?
"Le correnti sono una cosa nobile. Le correnti sono una forma fisiologica di organizzazione dei grandi partiti di massa. Il casino nel Pdl è dovuto ai colonnelli che sono scatenati l'uno contro l'altro per la sopravvivenza personale".
E la nomina di Alfano ha peggiorato la situazione?
"Adesso tutti stanno a vedere quali saranno le prossime mosse di Berlusconi, come si evolverà la situazione, ma non c'è niente da vedere. Basta osservare i commenti in diretta di Tremonti mentre parla Brunetta".
Perché ci sono queste fratture?
"Perché fatto fuori Berlusconi vengono alla luce differenze culturali e politiche di fondo. Tra la componente liberale, cattolico integralista, cattolico popolare. Fratture di fondo al di là degli interessi di ciascuno. Il Pdl è un esperimento fallito, tanto quanto il Pd. Non si è riusciti a fare sintesi di diverse posizioni. Ci sono differenze interne che non sono state composte".
Sta suonando il requiem per questi due partiti?
"Se il Pdl esplode allora il Pd può vivere di rendita come fece la Sinistra con Tangentopoli. Dopo quell'evento però non si fece autocritica. Si sperò di poter vivere di rendita grazie alle disgrazie altrui. Temo che il Pd sia tentato da questa prospettiva. Nè Partito Democratico, né il Popolo della Libertà sono riusciti a diventare dei veri partiti".



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