C'eravamo tanto amati...
"Italo la usava come un giocattolo. Me lo diceva lui: guarda cosa le faccio dire. Mi ha mandato decine di lettere in cui mi dichiarava che per lui, lei non contava nulla. Ci siamo scontrati tutti i giorni, per tre anni. Ho resistito. Ma poi quando alle Regionali lui le ha portato tutti quei voti, e lei ha dichiarato di essere in soggetto politico, beh, l'ho trovato mostruoso, proprio come donna". Lo afferma in un'intervista al 'Corriere della Sera' Gabriella Buontempo, ex moglie di Italo Bocchino, parlando del suo ex marito e del ministro delle Pari Opportunita' Mara Carfagna.
La separazione e' stata un processo "faticosissimo - sottolinea Buontempo - Anche perche' Italo ha sempre sostenuto che il mio dovere era sopportare, cosi' come le nostre nonne e le nostre mamma avevano incassato il tradimento in nome dell'unita' familiare. Lo ammetto. Ho vissuto a lungo in soggezione psicologica come tante donne". "E infatti la mia separazione - prosegue - e' stata interpretata da molte come un gesto di grande coraggio. Non sta mai bene se una donna rompe un matrimonio. Sa chi ha tentato di far da paciere? Roberto D'Agostino. Con lui mi sono incavolata quando voleva strumentalizzare il mio dolore per la Carfagna, ma un giorno mi spiego': tu devi capirlo, Italo".
Sul paragone con il pubblico sfogo con l'ex moglie di Berlusconi dice: "Quando Veronica Lario e' esplosa fui l'unica a darle ragione. Lui la critico'". Infine, riguardo alla vicenda che vede coinvolto Bocchino con l'attrice Sabina Began, Buontempo conclude: "Italo ha peccato di grande ingenuita'. Ma lei si e' dimostrata una ricattatrice".



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