Buttiglione (Udc) ad Affaritaliani.it: “Casini leader del grande centro Pdl-Pd-Terzo Polo”

"Le grandi coalizioni non si fanno andando insieme al voto, si fanno presentandosi ciascuno con la sua identità alle elezioni e dopo incontrandosi per fare un governo. Solo se ci fosse ancora Monti in campo si potrebbe pensare di andare al voto col Pdl, Pd e Terzo Polo insieme. Casini, invece, potrebbe essere il leader di una coalizione che nasca dopo il voto". Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc, con un'intervista al quotidiano Affaritaliani.it, apre all'ipotesi di una grande coalizione in vista delle elezioni del 2013. Poi bacchetta Alfano: “Prima esca dall'ombra di Berlusconi e poi si può fare la costituente del Partito Popolare italiano". Una forza cattolica? "Non c'è nessun progetto di grande partito cattolico: esiste l’idea di costituire un partito laico di ispirazione cristiana formato da parte del Pd, noi e una parte o di tutto del Pdl".
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Vista l'esperienza del governo Monti è possibile che Pdl-Pd e Terzo Polo si presentino insieme alle elezioni del 2013?
"Non lo so. Io sono per la grande coalizione e penso che l'Italia ne abbia bisogno per un periodo anche lungo per rimediare ai guasti del passato e costruire una nuova cultura politica. Ma...".
Ma?
"Le grandi coalizioni non si fanno andando insieme al voto, si fanno presentandosi ciascuno con la sua identità e dopo le elezioni incontrandosi per fare un governo. Certo, se ci fosse ancora Monti in campo magari la prima ipotesi potrebbe essere realistica, altrimenti come si fa ad individuare un candidato unico? Come è successo in Germania ognuno si presenta col suo candidato e il partito che prende più voti designa il presidente e l'altro il vice. Ma una grande coalizione che si presentasse unita alle lezioni per prendere il premio di maggioranza sarebbe una cosa inedita. A naso direi che ci vorrebbe un legge elettorale che consentisse a ciascuno di presentarsi alle elezioni con la sua identità e successivamente dia la possibilità di trovare un accordo per fare la grande coalizione".
Casini potrebbe essere il leader di questa grande coalizione?
"Nell'accordo che si fa dopo il voto certamente. Ma ripeto, fare una grande coalizione che si presenta insieme al voto con un unico leader è molto difficile visto che non è mai successo nella storia istituzionale di nessun Paese".
A che punto è il progetto di costituzione di un grande partito cattolico di cui si sono messe le basi a Todi?
"Non c'è nessun progetto di grande partito cattolico: esiste il progetto di costituire un partito laico di ispirazione cristiana".
Formato da chi?
"Penso possa nascere dalla convergenza di una parte del Pd, da noi e da una parte o di tutto il Pdl. Ma questo partito deve soprattutto aprire le porte della politica a un impegno nuovo di tanta gente che si vuole adoperare per il bene comune. Fra l'altro ci vorrebbe una nuova legge sui partiti".
Di che tipo?
"I partiti oggi sono canali di comunicazione tra società e politica intasati e infetti. Bisogna ripulirli attraverso una legge che garantisca le procedure democratiche al loro interno e che regoli il loro finanziamento in modo corretto e che renda effettivamente democratica la loro vita. Questa normativa aiuterebbe molto a ripristinare il rapporto tra società e politica".
Intanto lei e Alfano avete discusso aspramente in Europa sul Ppe italiano...
"Premetto che la costituente per fare il Partito Popolare in Italia è un'idea giusta: quelli che sono assieme in Europa e bene che lo facciano anche in Italia. Bisogna però farla partire nel tempo e nel modo giusto. In primis è necessario che tutti lealmente sosteniamo il governo Monti per tirare fuori l'Italia dai guai. Per noi la lealtà verso questo governo è il primo criterio per qualunque progetto politico rivolto al futuro. In secondo luogo bisogna lasciare il tempo al fenomeno berlusconiano di esaurirsi".
Ovvero?
"Capisco che Alfano non può fare la parte di Bruto e uccidere il padre. Il segretario del Pdl deve trovare le modalità per uscire dall'ombra di Berlusconi. Lo dico con tutto il rispetto verso questa situazione ma non si può fare partire ora la costituente del Partito Popolare quando lui è ancora sotto l'ombra di Berlusconi e quando il governo Monti deve affrontare ancora le cose più difficili. Bisogna aspettare che le condizioni maturino e ovviamente non si può fare il Ppe italiano attorno a un leader indicato dal Cavaliere. E più facile pensare che si faccia intorno a Casini. Nel Centrodestra c'è stato uno scontro politico come quello a sua tempo tra Sarkozy e Chirac. Uno scontro che ha avuto un risultato: qualcuno aveva ragione qualcuno torto. Non perché la dico io, ma perché la storia ha dimostrato che la nostra insistenza sull'unità politica rispondeva al bisogno della nazione. Bisogna capire su che linea o prospettiva fare il Partito Popolare in Italia. Che tipo di partito fare? Quello del leader? Un partito che voglia costruire l'unità della nazione oppure che punti ancora alla divisone della politica facendo sì che il bene comune vada in pezzi? Sono tutti nodi che vanno sciolti prima di lanciare la costituente del Partito Popolare".
Tornando alla contingenza, è giusto che anche la Chiesa paghi l'Ici?
"La Chiesa paga l'Ici: c'è una legge che dice che tutti gli edifici che vengono usati non per fini di lucro ma per finalità assistenziali di qualunque confessione o società o gruppo essi siano non la pagano. Vogliamo dire che tutti quanti hanno questa finalità benefiche non pagano e la Chiesa invece paga? Come la mettiamo col principio di uguaglianza? Poi vorrei ricordare che c'è tanta gente povera in questo Paese e che chi avvicina i poveri è proprio la Chiesa. Toglierle risorse è come levarle ai poveri in un momento in cui ce n'è più bisogno. Poi facciano quello che vogliono".
Daniele Riosa


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