Berlusconi al Financial Times: "Mi sento giovane, ma non mi ricandido"

Venerdì, 3 febbraio 2012 - 17:26:00
berlusconi economist 1

Silvio Berlusconi non si ricandiderà al ruolo di presidente del Consiglio: "Ora mi sono fatto da parte, anche nel mio partito", dice al Financial Times (che in passato non gli ha mai lesinato dure critiche), nella sua prima intervista dopo le dimissioni da palazzo Chigi in novembre. Conversando con i corrispondenti del quotidiano londinese nella residenza romana di Palazzo Grazioli, il Cavaliere accetta di affrontare una serie di temi che spaziano dal "bunga bunga" ai giudici "di sinistra", fino alla sua ferma convinzione della necessità per l'Italia di sostenere profonde riforme politiche e giudiziarie. Ed esprime il massimo sostegno, "come dimostrato finora", al governo tecnico di Mario Monti, soprattutto per quanto riguarda il progetto di riforma del lavoro.

"La speranza è che questo governo, sostenuto per la prima volta dall'intero Parlamento, avrà l'opportunità di proporre grandi riforme strutturali, a partire dall'architettura istituzionale dello Stato, senza le quali non possiamo pensare di avere un Paese moderno e davvero libero e democratico" Berlusconi, come anticipa il quotidiano londinese nell'edizione online.

Nell'articolo si legge che "comunque Berlusconi, un magnate miliardario dei media, ha mostrato di non avere alcuna intenzione di abbandonare del tutto la politica, spiegando di volere restare influente ma dietro le scene come il 'padre fondatore' del partito. Ha anche detto che potrebbe ricandidarsi al parlamento,
sostenendo di avere sondaggi che gli danno un gradimento maggiore di quelli di Nicolas Sarkozy e Angela Merkel". "Se cammino in strada si ferma il traffico e non riesco ad andare in giro per negozi" continua l'ex premier. Che dice di essersi dimesso a causa "dell'ossessiva campagna dei media nazionali e stranieri che accusavano la sua persona e il governo per i livelli raggiunti dallo spread e per la crisi dei mercati".

"Dopo aver esaminato le cause della crisi, che non risiedevano in italia ma nell'europa e nell'euro, ho ritenuto che se fossi rimasto al governo avrei danneggiato il paese perché avremmo assistito ad altre terribili campagne mediatiche" prosegue l'ex presidente del consiglio. "Con senso di responsabilità nonostante avessi la maggioranza in entrambe le camere del parlamento, mi sono quindi fatto da parte, e con una certa eleganza".

Berlusconi si dice "sereno" riguardo ai suoi processi: da quello Mills a quello che lo vede coinvolto, come scrive il quotidiano inglese, "in una relazione con una presunta prostituta minorenne".

Il Cavaliere, inoltre, ha ribadito il suo sostegno a Angelino Alfano, il 41enne segretario del Pdl, definendolo "il suo erede". Ma per la prima volta ha anche chiarito che il suo partito "farà le primarie per scegliere il suo candidato a primo ministro".
 



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