Brancher/ Giudice: sapeva che soldi erano di Bpi non di Fiorani
L'ex ministro Aldo Brancher "aveva consapevolezza dell'illecita provenienza delle somme che riceveva" dall'ex numero uno di Bpi Giampiero Fiorani. Lo scrive il giudice Annamaria Gatto nelle motivazioni alla sentenza con cui il 28 luglio, ha condannato Brancher a due anni di reclusione e a 4 mila euro di multa, in uno stralcio dell'inchiesta sulla tentata scalata della banca lodigiana ad Antonveneta. Brancher era accusato di ricettazione e appropriazione indebita.
"La situazione fattuale - si legge nelle motivazioni di 52 pagine firmate dal giudice Gatto - è tale da pienamente supportare il ragionevole convincimento che l'onorevole Brancher si sia seriamente rappresentato la provenienza delittuosa del denaro ricevuto ed abbia consapevolmente scelto di riceverlo, accettando - pur di non rinunciare ai vantaggi che ne ricavava - di commettere il reato di ricettazione. Ne importa stabilire - continua il giudice - se l'imputato sapesse o meno che quel denaro provenisse dalla 'cassa nera' o da altri fondi realizzati con l'appropriazione indebita di disponibilità e di pertinenza della banca, poiché, in ambedue i casi, si trattava di somme provento di reato".



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