Bossi: inchiesta strana, ma con la Lega il governo non cade
Un'inchiesta "un po' strana", forse "un po' preparata", ma anche se dovessero essere coinvolti altri ministri "finchè ci siamo io, la Lega e Tremonti, il Governo non rischia, non lo buttano giù". Lo dice Umberto Bossi, interpellato sulle inchieste circa gli appalti del G8 e la cosiddetta 'cricca'.
Sul possibile coinvolgimento di altri ministri, Bossi spiega: "Io non so niente, so solo che io non c'entro". I cronisti chiedono se sia una nuova Tangentopoli, e il leader della Lega replica: "Non lo so, speriamo di no". Ma il Governo rischia? "Se portano via tutti i ministri sì... - dice ridendo - ma finchè ci siamo io, la Lega e Tremonti, il Governo non rischia, non lo buttano giù". A quel punto i cronisti chiedono al leader della Lega se teme che ci sia un disegno dietro le inchieste: "Mi sembra una cosa po' strana, un po' preparata, ho questa impressione... Spero di no, spero di no".
La pubblicazione delle indiscrezioni sulla cosiddetta lista di Anemone, ovvero l'elenco delle personalità che avrebbero beneficiato di favori da parte dell'imprenditore romano e delle sue imprese, sta iniziando a creare subbuglio nei palazzi della politica. E a scatenare le prime reazioni e prese di distanza. Il capogruppo dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto, arriva addirittura a parlare di «liste di proscrizione»: «Siamo in una situazione per un verso paradossale per un altro verso gravissima: prima vengono offerti in pasto elenchi di nomi poi, chissà quando, verranno fatte le indagini. Nel frattempo ogni nome è offerto al massacro mediatico, indipendentemente dalle ragioni per cui esso si trova nel computer di Anemone. Ovviamente il segreto istruttorio è praticamente annullato da tempo e in compenso ci troviamo di fronte all'ennesima lista di proscrizione».
Il capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi, ha invece parlato di «una ragnatela della vergogna e del malcostume» e sottolineato che «per chiarire interessi e rapporti di questa Spectre (la fantomatica organizzazione criminale con cui aveva a che fare il personaggio di James Bond, ndr) di affaristi e funzionari è opportuna una commissione parlamentare d'inchiesta». Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, infine, «bisogna andare assolutamente a fondo perchè con tutta evidenza non si tratta di una somma di casi ma di un meccanismo che ha origini in un'intenzionalità politica di allargamento di appalti riservati e fuori gara in un'applicazione distorta delle direttive comunitarie». Il capo dei democratici ha poi fatto notare che in caso di problemi per il governo e di elezioni anticipate «noi siamo sempre pronti».



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