Bossi fa il dito medio al tricolore, insorge l'Idv
"Bossi ha offeso di nuovo la bandiera italiana e valuteremo se ci sono gli estremi per denunciarlo per vilipendio al tricolore. Il Senatur dimentica che e' un ministro della Repubblica e che ha giurato sulla Costituzione. 
Questo insulto e' ancora piu' grave e insopportabile perche' avviene nell'anno in cui tutto il Paese festeggia la ricorrenza del 150simo anniversario dell'Unita' d'Italia". E' quanto afferma in una nota il portavoce dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando, commentando la reazione del leader del Carroccio che, domenica sera, durante la festa della Lega a Besozzo nel Varesotto, ha mostrato il dito medio ad un cantante che aveva citato il tricolore.
LA LEGA INSISTE SUI MINISTERI AL NORD
Si fanno, non si fanno. Sui ministeri al Nord le dichiarazioni si sprecano. Dalla Lega arriva l'annuncio di voler spostare i ministeri al Settentrione, a Monza magari, come ha detto il ministro Calderoli. Dicasteri o solo uffici di rappresentanza? Le speculazioni si sprecano così Bossi ferma tutti e mette le cose in chiaro: "I ministeri al nord ci saranno", afferma il leader della Lega interpellato a Cameri (Novara). "Lo abbiamo detto, lo facciamo. Era tempo che ci muovessimo anche noi: l'hanno fatto in Francia, in Inghilterra. E' bene che non rimanga tutto a Roma. E' bene che venga coinvolto tutto il Paese".
In giornata Ignazio La Russa aveva provato a gettare acqua sul fuoco. Aveva mostrato alla stampa il suo ufficio milanese, all'interno della sede dell'aeronautica di piazza Novelli a Milano. "Sono contento di potervi far vedere l'ufficio del ministero della Difesa a Milano - ha detto il ministro ai cronisti - e' un ufficio direttamente collegato alla sede del ministero senza che sia costato una lira al bilancio della Difesa". E sulle polemiche sollevate dal Carroccio ha aggiunto: "Non deve essere motivo di polemica la richiesta di sedi di ministeri al nord. Io l'ho fatto senza sollevare questioni, questo ufficio distaccato esiste da due anni. Dimostra che non c'e' nulla di tragico e drammatico, lo dico anche ad Alemanno che reagisce quando teme che possa essere diminuito il ruolo di Roma capitale".
E proprio il sindaco di Roma si è fatto portavoce di quella corrente nel Pdl che di ministeri al Nord non vuole proprio sentir parlare: "Vedo che, nonostante quello che e' stato detto con chiarezza dal Parlamento, continuano queste boutade che sono destituite di fondamento. Il Parlamento si e' espresso e per noi la questione e' chiusa", ha dichiarato Alemanno commentando le parole del ministro Roberto Calderoli, secondo il quale il 23 luglio dovrebbero aprire tre ministeri a Monza. "Al di la' di queste dichiarazioni fastidiose, non c'e' nessuna possibilita' di aprire ministeri al nord. Poi se qualche ministro vuole andare in vacanza al nord puo' sempre farlo".
Anche Giorgia Meloni, ex An, si è unita al movimento che vuole assicurare a ROma il monopolio sui ministeri. "La Lega continua a bluffare perche' di fatto, forse, aprono degli uffici di rappresentanza e non i ministeri. Quello che piu' mi colpisce", ha proseguito Meloni a margine della conferenza stampa di presentazione di un progetto sugli ostelli della gioventù, "e' che come qualcuno aveva gia' dichiarato, dai sondaggi fatti presso l'elettorato leghista, sembra che questa questione dei ministeri non interessi cosi' tanto. E quindi - ha aggiunto - non capisco perche' la Lega continui a impuntarsi su questo tema che crea solo fibrillazione e difficolta' nella maggioranza e non aiuta nemmeno la Lega stessa - ha concluso - a risolvere i problemi col suo elettorato".
Le opposizioni hanno sentito odore di dissidi all'interno della maggioranza e non si sono fatte scappare l'occasione per attaccare il Centrodestra in questo momento delicato. "Mentre il Capo dello Stato invita alla coesione nazionale, mentre tutti cercano di mettere da parte i contrasti al fine di varare una manovra all'insegna della responsabilità, la Lega pensa a spostare i ministeri al Nord. Non vogliono occuparsi dei problemi del Paese, sono completamente al di fuori della realta'". Ha dichiarato il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, che ha aggiunto: "Spostare i ministeri e' il prezzo che deve pagare Berlusconi affinche' la Lega digerisca un nuovo provvedimento Salva-Fininvest che, cosi' come ha annunciato il ministro Gelmini, il Pdl si appresterebbe a presentare senza ritegno proprio in Senato". "Anziche' occuparsi di norme 'ad criccam', come spostare i ministeri e garantire l'immunita' al premier- conclude Belisario- pensassero ad accogliere la nostra proposta volta ad abolire le Province e a ridurre i privilegi della casta".



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