Il Senatùr: "Tremonti è intoccabile"

Giovedì, 22 ottobre 2009 - 16:30:00


Tremonti
Giulio Tremonti

Affaritaliani.it pubblica il 'presunto' documento del Pdl anti-Tremonti
Umberto Bossi non crede alle voci di una fronda contro il ministro dell'Economia. "Non penso - spiega conversando con l'Agi che ci sia un piano per farlo cadere. Questo governo non si regge senza Tremonti, lui è intoccabile". Il Senatùr ricorda che tra Berlusconi e Tremonti c'è un legame di ferro. "Berlusconi non si priverà mai di lui", taglia corto il leader del Carroccio.

"Sul problema del posto c'è un allarme forte delle famiglie, troppa gente non ce la fa". Il ministro delle Riforme preferisce non esprimersi direttamente sulla battuta di Tremonti riguardo il posto fisso. E si limita a vedere che qualcosa non va: "Io provengo da una famiglia dove c'era chi lavorava nelle ciminierie", è la premessa di Bossi che sottolinea come in passato si rincorreva il posto fisso. "Poi è arrivata la globalizzazione che ha scardinato un po' tutto e creato incertezze sul posto di lavoro. Bisogna trovare una soluzione", un compromesso, sottolinea, ricordando come "già Maroni aveva fatto qualcosa" in tal senso.

E ancora il leader leghista: "La maggioranza corre spedita verso le riforme. Il treno è partito, le riforme sono in cammino. Noi - aggiunge il Senatùr - non vogliamo nessuna intromissione, andiamo avanti". Poi spiega meglio: "Sulle riforme c'è un'intesa" tra la Lega e il presidente del Consiglio. "Anche sulla Giustizia c'è un accordo con Berlusconi. Un accordo su tutto".

C'è Fini dietro il blitz contro Tremonti

Gian­franco Fini contro Giulio Tremonti
. Ancora una volta. Come nella legislatura 2001-2006. Il presidente della Camera sarebbe infatti dietro il documento in dieci punti - che Affaritaliani.it pubblica integrale (vedi box a lato) - con il quale si chiede un cambio di rotta all'inquilino di Via XX Settembre. All'ex leader di Alleanza Nazionale non è piaciuta la sortita del ministro dell'Economia sul posto fisso, "forse non si è reso conto degli effetti che avrebbe determinato, e poi ha voluto lo stesso tenere il punto, ridimensionandone comunque la portata". Ma non è quello il problema, quanto le divergenze che no­ta nel governo e nella maggio­ranza. Il co-fondatore del Pdl rico­nosce che "la linea di conteni­mento della spesa è dettata dal fatto che l’Italia rischia il patatrac. Perciò il ministro non prende per ora in consi­derazione costi aggiuntivi".

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