Bossi rilancia l'indipendenza della Padania. Con un referendum

Venerdì, 2 dicembre 2011 - 15:52:20
BOSSI MARONI 420

Domenica Umberto Bossi chiamerà a raccolta il suo popolo per la riapertura del Parlamento della Padania. Un organismo rappresentativo dei popoli liberi del nord, secondo il Senatùr, anche se non riconosciuto e privo di ogni potere. Secondo quanto può riferire Affaritaliani.it durante questo incontro Bossi rilancerà il tema della secessione.

"Il Movimento politico denominato Lega Nord per l'Indipendenza della Padania, costituito da Associazioni Politiche, ha per finalità il conseguimento dell'indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana". E' questo l'articolo uno dello statuto del partito che fin dalla sua nascita ha puntato sulla divisione in due dell'Italia.

Lo strumento per rilanciare la secessione sarà quello di un referendum. Strategia che non potrà essere risolutiva visto che la Costituzione italiana vieta che il principio dell'unità d'Italia sia soggetto a referendum. Allora perché questa boutade? I motivi sono due. Bossi vuole ricompattare il partito sotto la sua guida dopo le divisioni tra 'cerchio magico' e maroniani scoppiate nell'ultimo periodo del governo Berlusconi.

Inoltre il tema della secessione ha sempre un forte appel per la base del partito. Bossi, che ha saggiamente portato il Carroccio all'opposizione, ha bisogno di riguadagnare consenso per riportare il partito ai temi d'oro. Userà quindi il pretesto di un referendum per ricompattare la base.  E proprio Bossi, sempre per perseguire questo obiettivo, ha ripetuto più di una volta di non voler più avere nulla a che fare con Berlusconi.

"Per cause di forza maggiore, legate a suoi rilevanti e legittimi interessi personali e imprenditoriali, Silvio Berlusconi è stato costretto, suo malgrado, a sostenere il contrario di tutto ciò che di buono è stato predicato finora, ovvero la difesa di chi lavora e produce e dell'economia reale. Purtroppo il Cavaliere, anche lui come gli esponenti di sinistra, è diventato un cameriere dei banchieri". Ha spiegato Mario Borghezio, europarlamentare della Lega, ad Affaritaliani.it.

 L'esponente del Carroccio parla anche delle future alleanze in vista delle elezioni amministrative della primavera 2012 e delle Politiche: "Ovviamente decide Bossi se andare al voto ancora con il Pdl oppure no e bisognerà fare una seria riflessione sulla situazione del momento, ma la nostra la spinta propulsiva che il nostro mondo ci dà è da sempre nella direzione opposta rispetto a quella dei partiti romani. Io dico che dobbiamo tener conto che è meglio soli contro tutti".

 E infine il capo dello Stato. "Napolitano - sostiene Borghezio - dovrebbe sentire maggiormente il problema di difendere il Paese che ha al collo il cappio dei poteri bancari e finanziari. Purtroppo non lo sta facendo. Purtroppo. Il perché non lo so, bisognerebbe chiederlo a lui".

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