Bossi richiama all'ordine Tosi

"Dissento profondamente rispetto alle dichiarazioni odierne rilasciate dal sindaco Flavio Tosi in merito alla Padania ('Una discussione che non serve', ha detto il primo cittadino di Vernoa - ndr) e ne sono particolarmente amareggiato". Lo afferma in una nota il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli aggiungendo che "le stesse dichiarazioni, infatti, contrastano apertamente con le finalita' previste dall'articolo 1 del nostro statuto: finalita' che Tosi, come vecchio militante, dovrebbe ben conoscere e soprattutto rispettare".
LE DICHIARAZIONI DI TOSI - "Veronese, veneto, padano, italiano, europeo. Basta non c'e' altro". Flavio Tosi declina cosi' le proprie coordinate e, ospite di '24 Mattino' su Radio 24, liquida secessione e Padania a livello di "filosofia". "E' un argomento che non serve. Possiamo discutere se la Padania esiste o non esiste, dove inizia o finisce. Possiamo parlare del popolo padano o veneto, siciliano, juventino o milanista. E' filosofia, ma i problemi del Paese - sottolinea il sindaco di Verona - restano. Mi piace stare sulle cose concrete, il federalismo, le riforme. Sul tema Padania si rischia di dividersi e non e' il momento".
Un'altra di quelle posizioni che non ortodosse che fanno parlare di rischi di espulsione dalla Lega? "Non c'e' mai stata alcuna richiesta di espulsione", puntualizza Tosi. "All'interno del movimento - prosegue - ci puo' essere del dibattito, soprattutto da parte dei sindaci. Io come sindaco di Verona ho avuto una decurtazione, dallo scorso anno a quest'anno, di 12 milioni di euro di cio' che lo Stato mi restituisce. L'anno prossimo saranno altri 17,5 milioni. Quindi in due anni 30 milioni. E' normale che un sindaco che difende la propria citta' critichi questa situazione".
L'attuale legge elettorale e' servita allo scopo ma "effettivamente e' una schifezza" anche se Flavio Tosi non crede che l'onda referendaria condurra' al voto anticipato, perche' "se vai a votare prima crei un periodo di vuoto politico per mesi, e con la situazione economica italiana e i mercati che ci guardano non e' il momento giusto". Il sindaco di Verona critica il 'porcellum' perche' "non consente di scegliere gli eletti, e' una bruttissima legge ma venne fatta - avverte - con uno scopo preciso. Lo stesso Calderoli la defini' una porcata, fu fatta secondo calcoli ben precisi per garantirsi la vittoria elettorale in quel momento e porto' a quel risultato. Ma come legge, effettivamente, e' una schifezza".

Ad ogni modo "se vai a votare prima crei un periodo di vuoto politico per mesi, e con la situazione economica italiana e i mercati che ci guardano non e' il momento giusto. Forse si puo' votare - suggerisce - sei mesi prima della scadenza naturale, tra un anno. La prossima primavera mi pare difficile".
Certo e' per Tosi che Berlusconi ha finito il suo ciclo politico: "Intanto e' una questione anagrafica. Poi l'impressione mia e' che mentre una volta Berlusconi era un leader veramente amato dagli italiani, oggi non e' piu' cosi'. Non c'e' piu' il feeling di una volta. E' normale, per chiunque c'e' un ciclo che inizia e finisce".
A proposito di feeling, e quello tra Berlusconi e Bossi? L'esponente leghista non crede al 'contratto' di cui ha parlato ieri l'ex direttore della Padania Gigi Moncalvo: "Mi sembrano stupidaggini clamorose. Se ne possono dire tante, ma questa e' a livello di barzelletta. Il patto tra Bossi e Berlusconi e' politico, da un punto di vista legale un contratto del genere non varrebbe nulla e conoscendo Bossi e quanto tiene alla Lega mi pare una stupidaggine grossolana".
COSA RISCHIA TOSI? - La polemica sembra dare corpo proprio a quelle voci di espulsione dal partito liquidate dallo stesso Tosi nell'intervista a Radio24 con le valutazioni 'incriminate'. Sara' allora il caso di ricordare cosa prevede lo 'Statuto della Lega nord per l'indipendenza della Padania', cosi' come approvato nel corso del Congresso Federale Ordinario del 1-2-3 marzo 2002, al suo articolo 1, quello richiamato appunto da Calderoli.
Si parla delle "Finalita'" e si legge che "il Movimento politico denominato 'Lega Nord per l'Indipendenza della Padania', in seguito indicato come Movimento oppure Lega Nord o Lega Nord-Padania, costituito da Associazioni Politiche, ha per finalita' il conseguimento dell'indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana".
Visto che si contesta una infrazione all'articolo 1, piu' avanti, all'articolo 52, lo Statuto prevede che "il Socio che venga meno ai propri doveri politici e morali di aderente al Movimento e' deferito da un qualunque Organo territorialmente competente, all'Organo di livello immediatamente superiore, il quale delibera in merito se competente, ovvero trasmette la segnalazione al competente Organo", anche se "il Consiglio Nazionale, o il Consiglio Federale, possono deliberare autonomamente per i fatti di cui vengono direttamente a conoscenza, senza l'osservanza delle procedure di cui ai commi precedenti".
Le eventuali sanzioni sono descritte all'articolo 53: "Le sanzioni applicabili sono:- il richiamo scritto; - la sospensione fino ad un periodo massimo di dieci mesi e l'automatica decadenza dalle cariche interne eventualmente ricoperte; - l'espulsione dal Movimento a causa di indegnita' o di ripetuti comportamenti gravemente lesivi della dignita' di altri soci o di gravi ragioni che ostacolino o pregiudichino l'attivita' del Movimento o ne compromettano la sua immagine politica. Per indegnita', si intende il venir meno dei requisiti morali necessari per essere Socio del Movimento e per offrirne un'immagine consona ai suoi principi. Per gravi ragioni che ostacolino o pregiudichino l'attivita' del Movimento si intende qualsiasi comportamento che, con atti, fatti, dichiarazioni o atteggiamenti anche omissivi, danneggi oggettivamente l'azione politica dello stesso, ovvero cerchi di comprometterne l'unita' o il patrimonio ideale".


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