Borghezio, cosa aspetta Bossi ad espellerlo?
Di Fausto Lupetti
La violenza verbale di Borghezio non è opportuno rinviarla giudizio. La magistratura non deve occuparsi di quanto ha detto Borghezio e perseguirlo per le sue offese alla società, al vivere civile, alla democrazia nella condivisione di idee con lo sterminatore Breivik. Lo Stato prende atto che la pensa in questo modo (ma era già noto) e deve vigilare, con i suoi organi di sicurezza e servizi affinché Borghezio e il suo entourage politico non passi dalle parole ai fatti, non agisca per dare organizzazione alle sue idee neonaziste.
E’ la Lega Nord come movimento, se ha fondamenti morali e ideologici ancorati ai valori che ci hanno dato la Costituzione che non può e deve accettare nelle sue file un iscritto e parlamentare che esprime idee razziste da “suprematista” bianco, un integralismo neonazista da terzo Millennio che esalta l'identità nell'odio della modernità e verso i religiosamente diversi, e fa apologia di Breivik.
E’ la Lega Nord, che deve espellere Borghezio perché possa partecipare e aderire alla “Famiglia nera” di Varg Vikernes o "Militia Christi" o "Forza Nuova" senza farsi velo e copertura dalla Lega Nord che risulta ancora essere una forza politica che sta nel Parlamento italiano.



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