Bombe sul bunker di Gheddafi

Martedì, 7 giugno 2011 - 17:54:00

 

libia 420

Muammar Gheddafi torna a farsi vivo e lo fa con un messaggio audio trasmesso dalla tv di Stato libica. Il colonnello assicura che restera' a Tripoli, vivo o morto e ha invitato il suo popolo ad andare, nonostante i bombardamenti, nel suo quartiere generale. "Combatteremo fino alla fine, non potrete mai vincere la volonta' del nostro popolo". Il colonnello ha detto di preferire "un milione di volte il martirio alla resa".

Quattro forti esplosioni hanno fatto tremare il centro di Tripoli; e dalla zona del compund di Bab al-Aziziya, in cui si trova il bunker di Muammar Gheddafi, si sono viste levare colonne di fumo. La capitale libica negli ultimi giorni e' stata fatta bersaglio di un'escalation di raid da parte della Nato, con attacchi che ormai sono praticamente ogni ora e anche la zona dove si ritiene si nasconda ancora il colonnello e' stata piu' volte colpita.

La prima esplosione si e' sentita alle 10:45 ora locale, seguita poco dopo dalle altre tre. Tutte sono state avvertite chiaramente nell'albergo che ospita i corrispondenti stranieri nella capitale libica. I raid della Nato lunedi' hanno colpito il quartier generale dell'intelligence militare.

PRODI - "Non siamo al corrente di questa candidatura e quindi non possiamo essere ne' favorevoli, ne' contrari": cosi' il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari, ha commentato le voci di un possibile incarico a Romano Prodi come inviato dell'Ue per la Libia. "Non e' una cosa che e' transitata per i governi", ha sottolineato il portavoce nel corso del briefing settimanale. "Riteniamo", ha aggiunto peraltro Massari, "che gli sforzi di mediazione politica e di interlocuzione con Tripoli debbano essere il piu' possibile coordinati attraverso l'Onu e il suo inviato, Abdelilah Al-Khatib".

LA RUSSIA - Intanto l'inviato russo, Mikhail Margelov e' arrivato a Bengasi per incontrare i leader dell'insurrezione contro Muammar Gheddafi. Margelov, emissario del presidente Dmitry Medvedev, e' la prima autorita' russa ad arrivare nella roccaforte, dove incontrera', tra gli altri, Mustafa Abdul Jalil, presidente del Consiglio Nazionale Transitorio, il governo-ombra istituito per amministrare le zone liberate della Cirenaica.

"Siamo venuti a Bengasi per facilitare il dialogo tra le due parti", ha detto, al suo arrivo in aeroporto. "La Russia e' in una posizione unica perche' ha sempre un ambasciatore a Tripoli e ora incontreremo la leadership dei ribelli". Margelov, rappresentante speciale del presidente Dmitry Medvedev per l'Africa, incontrera' tutti i leader dell'opposizione: oltre a Jalil, anche il capo degli affari militari, Omar el-Hariri, e il 'numero due' della rivolta, il premier del Cnt, Mahmoud Jibril.

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