Bologna, Delbono lascia e spunta Prodi
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Sulle possibile dimissioni del sindaco di Bologna, Flavio Delbono, "non c'e' discrezionalita' ma una legge che prevede tempi precisi. Il termine ultimo per votare il 28 marzo e' scaduto il 21 gennaio. Ad oggi non mi risulta che le dimissioni siano state formalizzate". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, oggi a Prato per stipulare un Patto per la sicurezza che prevede l'invio di venti nuovi agenti tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza a contrasto dell'immigrazione clandestina. "Qualcuno - ha sottolineato il ministro - ha chiesto un provvedimento d'urgenza per votare anche il 28 marzo o in autunno. E' stato fatto in passato anche per L'Aquila. Io non sono contrario, ma prima ci devono essere le dimissioni. Io sono disponibile a fare un provvedimento d'urgenza, ma in una situazione cosi' delicata voglio il consenso di tutte le parti politiche. Altrimenti - ha concluso - non ci sara' un provvedimento autonomo del governo".
CAOS A BOLOGNA. Il giorno dopo le dimissioni di Delbono travolto dal Cinzia-gate, tante incognite pesano su Bologna. La prima è la data delle elezioni. Se Delbono si fosse dimesso entro il 21 gennaio, in automatico le elezioni per il futuro sindaco si sarebbero potute svolgere assieme a quelle regionali ovvero il 28-29 marzo. Le dimissioni diventano effettive 20 giorni dopo la presentazione al consiglio comunale. Per andare a votare a giugno è necessario ceh ciò avvenga entro il 24 febbraio. Oltre quella data l'elezioni slitta al turno elettorale del 2011. A meno che il governo non intervenga con un decreto ad hoc. "Il governo valuterà se si può fare", spiega Sacconi.
L'altra incognita è il dopo-Delbono. Nel Palazzo gira voce che il successore potrebbe essere proprio colui che ha tanto sostenuto il sindaco dimissionario, Romano Prodi. L'ex premier potrebbe decidere di chiudere la sua carriera politica proprio nella sua città. Ma per ora è solo un'ipotesi. Nel Pd si parla a che di soluzioni locali come il vicesindaco Merighi o il popolarissimo Cevenini, si parla dell'ex mister Granarolo , Luciano Sita, del presidente Unipol, Pierluigi Stefanini, del parlamentare del Pd, Giancarlo Sangalli, ex presidente della camera di commercio.
Occhi sono puntati sull'Udc. Il Centrodestra, che alle amminiastrative dell'anno scorso si era diviso tra Cazzola e Guazzaloca, è alla ricerca di un candidato comune. Il parlamentare Gian Luca Galletti, in corsa per le Regionali, potrebbe essere il candidato del Pdl.
PROSEGUONO LE INDAGINI DELLA PROCURA
Intanto proseguono intense le attivita' della procura felsinea che lo ha indagato per abuso di ufficio, peculato e truffa aggravata in merito ad alcune missioni istituzionali all'estero, quando era vicepresidente della Regione Emilia Romagna, compiute insieme alla ex compagna e segretaria Cinzia Cracchi, anche lei iscritta nel fascicolo per abuso d'ufficio e peculato.
Il Pm Morena Plazzi sta facendo eseguire le verifiche circa le presunte pressioni di Delbono alla Cracchi durante alcuni incontri avvenuti tra i due ad indagine gia' in corso. In mattinata e' stata sentita come persona informata dei fatti l'assessore comunale ai servizi sociali, Luisa Lazzaroni, chiamata in causa dallo stesso sindaco nell'interrogatorio in Procura di sabato scorso a proposito degli incontri con la Cracchi. Secondo quanto avrebbe riferito agli inquirenti, la Lazzaroni non avrebbe avuto un ruolo di mediazione fra i due e si sarebbe limitata, nel dicembre 2008 a consegnare (non sapendone il contenuto) una busta con dentro alcune migliaia di euro alla Cracchi per conto di Delbono, il quale voleva contribuire alle spese legali per la separazione della ex segretaria dal marito. L'altra testimone degli incontri, la responsabile legale del Cup, Manuela Gallo, e' stata ascoltata dai magistrati sabato scorso. La donna sarebbe stata presente a due recenti incontri avvenuti tra i due indagati.
Intanto proseguono gli accertamenti sui viaggi istituzionali e sul bancomat ad un amico di Delbono e dato in uso alla ex compagna per 4 anni. Al momento, tutta l'attivita' del Pm Plazzi e' racchiusa in unico fascicolo di indagine. Non si hanno notizie - come confermato dal legale di Delbono, Paolo Trombetti, che questa mattina ha incontrato il magistrato inquirente - di altri reati a carico del sindaco. Lo stesso Delbono, pero' potrebbe essere riconvocato in procura per chiarire alcuni aspetti della vicenda. Nei suoi confronti, se fosse ritenuta attendibile la versione della Cracchi, potrebbe essere contestato il reato 377 bis del codice penale cioe' "induzione a non rendere dichiarazioni o a rendere dichiarazioni mendaci all'autorita' giudiziaria" per presunti favori promessi alla ex segretaria in cambio del suo silenzio.
Nel corso della conferenza stampa seguita all'annuncio delle sue dimissioni, Delbono non e' entrato nei dettagli delle indagine spiegando che il verbale del suo interrogatorio e' stato secretato. L'unico riferimento fatto dal sindaco riguarda la cosi' detta "pista bulgara", cioe', innumerosi viaggi compiuti da Delbono in bulgaria. Il sindaco dimissionario ha specificato che gli affari con un commercialista bolognese nel paese dell'Est Europa "sono massimamente trasparenti e nascono alla fine del 2006 quando prendo il 50% di una societa'". Azienda - ha spiegato ancora Delbono - denominata Bulfranz di cui il commercialista bolognese e' amministratore unico. Tale societa' "ha acquistato 2 appartamenti - ha concluso il sindaco - li ha ristrutturati e uno lo ha venduto".



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