Bologna, polemiche per la visita di Napolitano. Gli indignati scendono in piazza

Mancano pochi giorni al conferimento della laurea ad honorem al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma proseguono le proteste contro il riconoscimento che l'università di Bologna vuole tributare al capo dello Stato. Mentre il sindaco Merola si dice felice per la visita del Presidente, una scritta comparsa sul muro della facoltà di scienze politiche attacca: "30/01. Contestiamo Napolitano. Occupy Unibo".
In verità, più che un annuncio, è una conferma di quanto già anticipato nei giorni scorsi. Una conferma che - dopo una stagione calda di contestazioni studentesche culminata lo scorso 14 ottobre con gli scontri davanti alla sede bolognese della Banca d'Italia - tende a recuperare la dirompenza dell'annuncio murario nelle facoltà occupate a partire da quelle romane del 1968 e della pratica di comunicazione politica dei dazebao.
"L'università ci faccia entrare altrimenti noi entriamo lo stesso", avevano dichiarato gli indignati che nel capoluogo emiliano si sono riuniti sotto il nome di Occupy Bologna.
Il punto delle contestazioni in programma per il 30 gennaio verrà fatto martedì 24, quando è in programma un'assemblea tra coloro che aderiscono alla protesta contro la laurea ad honorem in relazioni internazionali. Una protesta che, in base a quanto già detto in precedenza, deve essere calata anche nell'ambito della politica estera italiano, dato che si contesta "un uomo che non è né santo né meritevole del nostro rispetto", hanno dichiarato gli indignati. "Napolitano ha appoggiato la guerra in Libia, ha controfirmato tutte le devastanti riforme del governo Berlusconi e adesso ha messo un amico dei banchieri alla guida del paese. Altro che padre della patria".


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