Sindaco di Bologna, Pd a pezzi verso le primarie

Martedì, 2 febbraio 2010 - 17:00:00


Prodi
Romano Prodi
Fonti vicinissime a Romano Prodi spiegano ad Affaritaliani.it che non è affatto vero che una parte del Partito Democratico non volesse l'ex premier candidato sindaco di Bologna. Il rifiuto è stato suo, personale, nonostante le numerose insistenze. Anche di Bersani e della Bindi
E' finita a notte fonda la discussione nel Pd bolognese sul dopo Delbono. Il segretario, Pier Luigi Bersani, ha preso atto del rifiuto di Prodi (espresso anche con parole abbastanza risentite) e ha dato via libera a un dibattito "molto sofferto". La conclusione ancora non c'è. I dirigenti del Partito Democratico si sono lasciati, infatti, scegliendo un percorso ancora da definire: o un nome condiviso oppure le primarie. Visto che il nome condiviso non c'è, è più probabile che si facciano le primarie.
 
Ancora non si sa, comunque, quando si potrà fare questa consultazione, perché la data in cui i bolognesi torneranno al voto non è stata ancora stabilita. Dipende da un decreto del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, che ancora non c'è. Tra i primi nomi che spuntano per le primarie ci sono quelli del presidente del consiglio comunale, Maurizio Cevenini, già in lizza alle primarie alla scorsa tornata elettorale ma poi battuto da Delbono, del patron della Granarolo Luciano Sita e dell'assessore regionale (ed ex segretario della Cgil) Duccio Campagnoli.

Non è servito a nulla il tam tam per Prodi sindaco di Bologna. Il Professore interviene esplicitamente e ribadisce: "Non cambio idea". E tutti sanno che il primo orientamento di Romano Prodi era stato un liquidatorio. "Non se ne parla neppure". Era sceso in campo inutilemente anche Vasco Errani. Il presidente della Regione Emilia-Romagna aveva rilancia il tam tam spontaneo di tanti cittadini, artisti e intellettuali bolognesi: "Ci vorrebbe un gesto d'amore di Prodi per la città". Poi l'ex premier risponde direttamente: "Segnali d'amore per la città se ne possono dare in tanti modi. Bisogna vedere quale ha più effetto. Non è questione di sacrificio personale".

Il Professore resiste, ma il Comune che ha una tradizione di grandi amministratori - da Dozza a Renato Zangheri - sarebbe la "casa ideale" per il fondatore dell'Ulivo. E in tanti speravano di convincerlo che è la soluzione migliore. Ma, a quanto pare, non ci sono riusciti e ora il Centrosinistra dovrà decidersi a scegliere davvero un candidato che possa andare al posto di Delbono. Pier Luigi Bersani, dopo l'incontro con i vertici del Partito democratico a Bologna, ha detto: "Prendo atto, con rispetto, della decizione di Prodi".



Pierluigi Bersani, durante la festa del tesseramento allo Zelig di Milano.
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IL BLACKBERRY REPORTAGE DI ANGELO MARIA PERRINO

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