Bolivia/ Morales vince il referendum. Ma il paese è spaccato
La nuova Costituzione boliviana è stata approvata, ma non con quel trionfo che si attendeva. La Carta Magna voluta da Evo Morales è stata ratificata con il 60 per cento dei sì, ma il testo ha ricevuto una severa sanzione nelle regioni governate dall'opposizione autonomista, a conferma della profonda frattura sociale e politica che divide la Bolivia.
Il referendum costituzionale dù più potere alla maggioranza indios, autorizza la rielezione di Morales e, soprattutto, dà il via a nuova gestione delle risorse energetiche (gas) che potrebbe portare alla nazionalizzazione dell'intero settore. Dal referendum esce un Paese orientato all'integrazione indigena, che concentra il potere dell'esecutivo e mette sotto il controllo statale l'economia e le risorse naturali. Il 'no' a livello nazionale ha raggiunto il 40 per cento, ma è maggioritario nelle regioni di Santa Cruz, Beni, Pando e Tarija, le stesse che nei mesi scorsi si ribellarono a Morales, approvando in modo unilaterale proprio statuti di autonomia.
Il risultato lascia intravedere ai critici una perdita di popolarità del battagliero presidente che, in un voto dello scorso mese di agosto, aveva vinto con il 67 per cento. "Oggi si rifonda una nuova Bolivia con uguaglianza di opportunità" per i suoi cittadini, ha detto Morales. "Gli esclusi e i marginalizzati avranno gli stessi diritti di tutti gli altri", ha detto l'indios Aymara, ex leader dei cocaleros, divenuto tre anni fa presidente della Bolivia. "Qui finisce lo stato coloniale e si mette in marcia la nuova Bolivia", ha aggiunto Morales, parlando dal balcone di Palacio Quemado, sede della presidenza e facendo appello all'unità nell'applicazione della Carta Magna.
Era la prima volta che i boliviani votavano su una Carta Magna del paese, che da 1835 ha avuto 15 diversi testi costituzionali. Per il progetto politico di Evo Morales, quella che lui chiama la "rivoluzione democratica e culturale" del Paese, è un nuovo passo in avanti, anche se occorrerà tempo per capire come la nuova Costituzione riuscirà a risolvere la crisi politica del Paese, confermata dalla polarizzazione del risultato. Nella consultazione, i boliviani si pronunciavano anche sulla spinosa questione dell'espropriazione statale dei latifondi improduttivi. Secondo i sondaggi, i votanti sembrano orientati a stabilire che siano i 5.000 ettari la superficie minima di un latifondo non coltivato che passerà in mano allo Stato.



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