Boffo/ Il Vaticano: campagna contro il Papa
![]() Dino Boffo |
| Il comunicato della Segreteria di Stato che scagiona il direttore dell'Osservatore Romano e chiude le polemiche all'interno del mondo cattolico sul "caso Boffo", è pubblicato come spalla della prima pagina dal quotidiano vaticano. Al testo è premessa una breve presentazione in corsivo, che conferma la massima autorevolezza attribuita dalla Santa Sede alla dichiarazione: "Il Santo Padre ha approvato il seguente comunicato e ne ha ordinato la pubblicazione" Il direttore de 'Il Giornale' Vittorio Feltri parla in merito all'intervento della Santa Sede dopo gli articoli apparsi su alcuni quotidiani. ''Non ho mai scritto una riga sul direttore dell'Osservatore Romano Giovanni Maria Vian, se non per dire che non lo conosco - ha detto Feltri -. La stessa cosa riguardo il cardinal Bertone che non conosco'' |
Una nuova fiammata su una polemica che ha lacerato il Vaticano come poche volte in passato, e che giunge al culmine con la nota di precisazione di oggi. Le "notizie e ricostruzioni" apparse sulla stampa a proposito del coinvolgimento del direttore dell'Osservatore romano Vian nel caso Boffo "non hanno alcun fondamento", dice la sala stampa vaticana che aggiunge: "E' falso che la velina contro l'ex direttore dell'Avvenire venisse dall'Osservatore Romano". "Il Papa - fa sapere la Santa Sede - che è sempre stato informato, deplora questi attacchi ingiusti e ingiuriosi, rinnova piena fiducia ai suoi collaboratori e prega perché chi ha veramente a cuore il bene della Chiesa operi con ogni mezzo perché si affermino la verità e la giustizia".
In particolare, sottolinea la Santa Sede, "è falso che responsabili della gendarmeria vaticana o il direttore de L'Osservatore romano abbiano trasmesso documenti che sono alla base delle dimissioni, il 3 settembre scorso, del direttore di "Avvenire"; è falso che il direttore de "L'Osservatore romano" abbia dato - o comunque trasmesso o avallato in qualsiasi modo - informazioni su questi documenti, ed è falso che egli abbia scritto sotto pseudonimo, o ispirato, articoli su altre testate".
A giudizio del Vaticano, piuttosto, "appare chiaro dal moltiplicarsi delle argomentazioni e delle ipotesi più incredibili - ripetute sui media con una consonanza davvero singolare - che tutto si basa su convinzioni non fondate, con l'intento di attribuire al direttore de "l'Osservatore romano", in modo gratuito e calunnioso, un'azione immotivata, irragionevole e malvagia".



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