Bio-testamento/ Pdl apre ma Pd frena: testo pessimo
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Il relatore del ddl sul testamento biologico, Raffaele Calabrò (Pdl), ha presentato, nella seduta di mercoledì mattina in commissione Sanità del Senato, i due emendamenti annunciati già martedì. Un emendamento sostituisce i primi articoli del testo base da lui stesso messo a punto (quelli denominati "tutela della vita e della salute", "divieto di eutanasia e di suicidio assistito", "divieto di accanimento terapeutico") con un nuovo articolo dal titolo "tutela della vita e della salute" che, tra le altre cose, reintroduce le cure palliative (che originariamente erano state respinte nel vaglio di ammissibilità degli emendamenti). Il secondo emendamento (sostitutivo dell'articolo 10) istituisce invece il registro nazionale delle dichiarazioni anticipate di trattamento (che verranno inserite in un archivio unico informatico presso il ministero della Salute) e sostituisce la norma che obbligava alla registrazione delle Dat presso un notaio. Con l'emendamento Calabrò ora le disposizioni di fine vita potranno essere compilate, per chi lo vorrà, presso il medico curante e registrate in uffici "ad hoc" presso le Asl per poi essere trasmesse telematicamente al registro unico del ministero.
La legge - è questo un passaggio-chiave dell'emendamento sostitutivo dei primi tre articoli (il testo Calabrò ora si riduce a 8 articoli)- "garantisce che in condizioni di morte prevista come imminente, il medico possa astenersi da trattamenti straordinari non proporzionati, non efficaci o non tecnicamente adeguati rispetto alle condizioni cliniche del paziente o agli obiettivi di cura".



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