Rosy Bindi si confessa: "Qualche volta sono stata 'pianista' anch'io"
“Qualche volta ho votato per altri e qualche volta hanno votato per me. Ma non mi sento in colpa. Certi giorni si vota a raffica e non c’è il tempo per un caffè o esigenze fisiologiche. Ogni tanto devi pur uscire”. A dichiararlo è il vicepresidente della Camera dei deputati Rosy Bindi in un’intervista a Donna Moderna, in edicola giovedì 27 novembre. 
Rosy Bindi
“Ci sono ancora molti ‘pianisti’”, racconta il vicepresidente della Camera. “Ma con il nuovo anno entrerà in funzione un meccanismo che rende impossibile votare per gli altri. Dispiace che per raggiungere un corretto comportamento”, spiega, “ci si debba affidare alla tecnologia”.
“In parlamento più gli stressati o i fannulloni? La situazione è: un terzo di persone che salta persino il pranzo, un terzo di lavoratori comuni e un terzo che lavora meno della media”, racconta Rosy Bindi. Lei ha il record di presenze in aula. Una secchiona? “No, sono una che ci tiene a fare il proprio dovere”. E aggiunge: “Questa volta è stato più facile perché, come vicepresidente della camera, devo essere presente a tutte le sedute. Ma i meriti maggiori vanno ai parlamentari non famosi che votano quasi sempre”.
“Io non metterei i tornelli in Parlamento”, dice Bindi. “Dobbiamo rivalutare la funzione del Parlamento, non è un votificio ma il primo luogo di confronto politico. Non difenderò i fannulloni”, chiarisce, “ma Brunetta fa demagogia per delegittimare i servizi pubblici. E lo fa per coprire le responsabilità del governo. Si lancia la campagna contro i fannulloni”, conclude, “e intanto si tagliano sette miliardi di euro nella scuola, si blocca il turn over nella sanità, si tolgono tre miliardi alle forze dell’ordine”.



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