Due "sigarini" hanno salvato la vita a Bill Clinton
Bill Clinton è stato dimesso dal Presbyterian Hospital di New York dove è stato sottoposto a un intervento di angioplastica. Il 63enne ex presidente americano e' stato ripreso dalle tv lasciava l'ospedale di Manhattan a piedi e senza aiuto, per salire sulla limousine che lo ha portato nella sua abitazione newyorchese, nel sobborgo di Chappaqua. "E' in ottima salute e non vede l'ora di tornare al lavoro nei prossimi giorni per la sua fondazione e per i terremotati di Haiti", ha riferito un consigliere, Douglas Band. A Clinton sono stati impiantati due stent all'arteria coronarica su cui nel 2004 era stato applicato un quadruplo bypass. I medici hanno riferito che l'ex presidente non ha avuto un infarto e la sua prognosi e' "eccellente". Lo stesso Clinton ha rassicurato al telefono Barack Obama di stare "magnificamente bene". A conferma che la preoccupazione e' passata, la moglie Hillary parte sabato, con solo 24 ore di ritardo, per la missione diplomatica in Qatar e Arabia Saudita.
L'ex presidente americano lamentava "dolori al petto" ed è stato ricoverato nell'ospedale Columbia Presbyterian di Manhattan dove gli sono stati applicati due 'stent' all'interno di un'arteria coronarica ostruita (lo stent è un tubicino che viene inserito per dilatare un'arteria bloccata e permettere al sangue di potervi fluire).
![]() Hillary Clinton esce dall'ospedale |
A rendere necessario l'intervento non è stato un attacco di cuore, ma un'arteria bloccata, ha spiegato il primario cardiologo dell'ospedale presbiteriano, Alan Schwartz: Clinton - ha detto - è stato ricoverato perché da giorni soffriva di dolori ripetitivi al petto. Schwartz ha spiegato che uno dei quattro bypass che l'ex presidente portava dal 2004 era completamente bloccato: durante intervento durato poco più di un'ora sull'arteria che era già assistita dal bypass è stata fatta un'angioplastica e poi è stata aperta completamente mediante i due 'stent'.
Nell'ultimo mese, l'ex presidente aveva avuto un'intensa attività legata ai suoi sforzi per portare aiuto ai terremotati di Haiti, dove si era recato in due occasioni in qualità di inviato speciale delle Nazioni Unite. Il medico ha però precisato che il quadro clinico dell'ex presidente "non era affatto" dovuto all'aggravio di lavoro e che il suo stile di vita è eccellente: dopo l'intervento del 2004, Clinton ha cambiato radicalmente le abitudini e segue una dieta adeguata. "Adesso sta rispondendo in maniera giusta" e già oggi potrà tornare a casa per riprendere "la sua vita molto attiva". La Clinton, arrivata in ospedale poco dopo la figlia Chelsea, ha rimandato la partenza per il suo viaggio in Arabia Saudita a domani.
STENT, IL 'SIGARINO' CHE SALVA IL CUORE
Prima di Bill Clinton, negli ultimi anni milioni di cardiopatici più o meno gravi hanno fatto ricorso allo stent in giro per il mondo. Tra loro un altro ex presidente americano come Gerald Ford e il vice di George W. Bush, Dick Cheney. E poi anche Jerry Lewis, Lech Walesa. E da noi Carmelo Bene e Pierluigi Castagnetti. Lo stent che ha allargato le coronarie ostruite di Bill Clinton è un cilindretto fatto di maglie di metallo, una specie di mini sigaro che però, una volta che viene fatto espandere, aumenta di diametro sino a coincidere con quello del vaso prima dell'ostruzione. In questo modo, assicurando il flusso sanguigno, evita ischemie e tutela il normale funzionamento del cuore. L'impianto di uno stent ormai è un intervento di routine, che non necessita un'anestesia totale e può durare poco più di mezz'ora. È una procedura talmente poco invasiva che ci sono casi di pazienti in grado di camminare dopo appena un'ora dalla sua applicazione. Di fatto, ha limitato molto il ricorso ai famosi bypass ai casi più gravi. I primi stent sono stati utilizzati nel 1994. Ma la loro diffusione è cresciuta molto a partire dal 2002, quando ne è stato inventato un nuovo tipo «rivestito di un farmaco», che in poco tempo ha sostituto il precedente. Da quella data sono 6 milioni i pazienti che ne hanno fatto uso. Praticamente, a differenza degli stent originari, questi 'trattatì, nel corso delle prime settimane dall'impianto, rilasciano un farmaco che aiuta a ridurre la possibilità che quella sezione dell'arteria si possa occludere di nuovo.



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