Bersani risponde al premier: ricostruzione fantasiosa
"Ancora una volta Berlusconi si è presentato come un agitatore politico, come un capolista e non come un capo del governo di tutti gli italiani. La ricostruzione dei fatti è fantasiosa. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani risponde così al premier. "Quello che doveva essere il governo del fare è finito per essere il governo del fare confusione. E' inutile prendersela con Tizio o Caio perchè lì c'è un verbale dei Carabinieri. Lasciamo lavorare chi di dovere documenti e carte alla mano". "A questo punto il centrodestra rinunci a proseguire nei suoi ricorsi. Noi d'accordo con il candidato Penati siamo pronti a fermare il ricorso in Lombardia. E' ora di creare un clima in cui finalmente si possa parlare delle cose che interessano ai cittadini" dice Bersani. "Continuando a picconare il meccanismo delle regole non riusciremo ad andare nel cuore dei problemi che interessano la gente''.
"Confermo: ho avuto una sola telefonata da Gianni Letta 15 minuti prima di entrare in Consiglio dei ministri, una telefonata in cui gentilmente mi illustrava i contenuti del dl, ricevendo la mia contrarietà" precisa Bersani.
LA MANIFESTAZIONE. Il Pd manifesta per presentare "una piattaforma propositiva come è lecito che sia, mentre il governo va in piazza con toni e forme arroganti. Il governo manifesta, cosa curiosa... Mette sù gli anfibi, mentre noi rappresentiamo un'opposizione seria, per sin pacata, ma non in pantofole" dice Bersani. "Quella di sabato sarà "una manifestazione di proposta, non di protesta" in cui è chiaro che al centro delle critiche c'è il Governo che "ha piena responsabilita' delle norme varate". Poi rassicura: ''Escludo che Antonio Di Pietro possa attaccare Napolitano".
LA REPLICA DEL PDL. "Oggi nel nostro Paese c'e' assoluto bisogno di chiarezza politica e di responsabilita' nazionale", dicono i coordinatori nazionali Pdl nella nota in cui osservano che "anche per questo la manifestazione indetta per sabato prossimo, se pure del tutto legittima, nel corso della quale il Pd di Bersani sfilera' insieme a Di Pietro e al movimento viola, appare non solo incomprensibile, per quali ragioni si manifesta, visto che fino ad ora i magistrati amministrativi non hanno ammesso le nostre liste?, ma soprattutto rivela una uniformita' di visione e di posizione tra il Pd e il partito di Di Pietro che rende impossibile l'apertura di qualunque confronto positivo, di cui pure il Paese avrebbe un gran bisogno".
Sandro Bondi, Ignazio La Russa e Denis Verdini danno atto al segretario Pd di aver "voluto rispondere in maniera civile, anche se con argomenti non condivisibili, alle preoccupazioni e alle proposte che il Presidente Berlusconi ha esposto questa mattina durante una conferenza stampa" ma aggiungono che "cio' che ci saremo aspettati, da parte del rappresentante del maggior partito dell'opposizione che ambisce a divenire un partito riformista di governo, soprattutto dopo che abbiamo preso atto del responso del Tar e dichiarato la necessita' che a questo punto prevalessero le ragioni della politica e del confronto su contenuti, e' che l'on. Bersani si dolesse della mancata accettazione della lista del Pdl nella provincia e nella citta' di Roma, con il rischio di falsare e menomare l'esito del voto". "Che c'entra il ritiro contemporaneo dei ricorsi del Pdl e del Pd in Lombardia e nel Lazio, visto che la lista del Pd non e' stata esclusa ne' in Lombardia ne' nel Lazio? La conferenza dell'on. Bersani ha risposto percio' - concludono - ad una mera esigenza propagandistica e di carattere polemico di cui non c'era assolutamente la necessità".
DI PIETRO. "Sabato dal palco ribadirò che Napolitano è stato ingenuo. Quando Berlusconi è andato al Quirinale ad alzare la voce, Napolitano avrebbe dovuto cacciarlo a pedate e non subirne la prepotenza" dice Antonio Di Pietro ospite del talk show di Klaus Davi.
CASINI: COME PADRE FIGLIO BOCCIATO CHE ATTACCA PROF. Berlusconi? "E' come il padre che, per il figlio bocciato, se la prende con il professore invece di redarguire il ragazzo che non studia". Cosi' Pier Ferdinando Casini fotografa il pasticcio delle regionali e l'atteggiamento del premier. "Noi pensavamo - dice il leader dell'Udc nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio - che la vicenda si dovesse dipanare chiedendo scusa degli errori fatti. Non e' stato cosi'. E' inutile prendersela con la magistratura per gli sbagli fatti dai propri dirigenti e alimentare la sfiducia nelle istituzioni proprio da parte di chi e' una delle istituzioni piu' importanti, come il presidente del Consiglio". A questa sfiducia "noi - dice Casini - rispondiamo rinnovando la fiducia nele istituzioni e soprattutto nei confronti del capo dello stato, che non puo' essere tirato per la giacchetta da destra o da sinistra a seconda delle convenienze". Anzi, a questo proposito, Casini coglie l'occasione per "rinnovare la solidarieta' e la vicinanza a Carlo Azelio Ciampi, oggetto di critiche per il suo settennato".
Il governo insomma, secondo l'ex presidente della Camera, "deve rispondere delle cose che non ha fatto, e non di presunti complotti". Casini si dice pero' anche "rammaricato per l'atteggiamento del Pd, protagonista di un ostruzionismo sbagliato e incomprensibile per l'opinione pubblica. Le modalita' di un atto di prepotenza, infatti, sono chiarissime, ma e' sbagliato evidenziarle con modalita' altrettanto sbagliate. Il pifferario magico, cioe' Antonio Di Pietro, suona il suo piffero e il Pd gli va dietro, commettendo un grave errore politico. Di Pietro infatti - secondo Casini - e' il miglior alleato occulto di Berlusconi, mentre noi vogliamo creare un'alternativa vera". E poi Casini definisce "gravissimo" l'attacco di Di Pietro al capo dello stato e "gravissimo" andare con lui alla stessa manifestazione. "Capisco le ragioni - dice - ma le modalita' sono sostanza. La forma - scandisce - in democrazia e' sostanza".



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