Inchiesta Penati/ Ignazio Marino ad Affari: Bersani onesto ma poco chiaro
Di Tommaso Cinquemani
![]() Ignazio Marino |
Il caso Sesto sta mettendo in imbarazzo il Pd, che cosa dovrebbe fare Penati in questo momento?
"Si tratta di accuse molto gravi per un politico impegnato nella Sinistra da molti anni e che ha avuto responsabilità apicali come il coordinamento della segreteria nazionale del Partito Democratico. Questo significa che, per il ruolo di primo piano che Penati ricopre, il suo eventuale crimine sarebbe più grave, proprio per il modello che Penati dovrebbe rappresentare. Il Pd deve essere il partito dell'onestà e della trasparenza, ma non solo a parole, deve essere credibile nei fatti. Deve avere una rigorosità che non deve essere esercitata caso per caso, ma con una rigorosità di condotta uniforme".
Ad esempio con il caso Penati…
"Nel caso di Filippo Penati non è importante che il partito lo espella o non lo espella. E' importante che Penati dica: io voglio il massimo rigore, la massima trasparenza, credo nella magistratura e rinuncio alla prescrizione perché voglio l'assoluzione poiché il fatto non sussiste. Tutte le altre strade sono secondarie che lasceranno un senso di dubbio gravemente lesivo per il decoro e la dignità del Pd".
Il Pdl è andato all'attacco di Penati con la lancia in resta…
"Questo comportamento è l'unico modo per marcare una netta differenza con il Pdl. Lasciano sbigottite le accuse del Popolo della Libertà che ha il fondatore del partito rinviato a giudizio per corruzione e sfruttamento della prostituzione minorile e questo non crea nessuno scandalo. Berlusconi non ha detto: io voglio essere rinviato a giudizio e difendermi davanti ai giudici. E' una differenza netta".
Ci sono altri casi in cui i democratici hanno assunto posizioni non coerenti con i loro valori? 
"Il Pd dovrebbe esercitare questa chiarezza in tutti i casi. Ad esempio non possiamo sostenere il presidente Lombardo in Sicilia. Esistono intercettazioni, rese pubbliche, in cui sono palesi le frequentazioni con ambienti legati alla criminalità organizzata. Il Pd non può avere nulla a che fare con vicende di questo tipo. Altrimenti non è il Pd che la gente vuole".
Bersani non ha preso fin dall'inizio una linea politica netta, avrebbe potuto fare di più?
"Bersani è sotto choc, come molti di noi, perché si rende conto che non si è mai accorto di quello che accadeva. Io spero e immagino che Bersani in colloquio privato abbia consigliato a Penati di rinunciare alla prescrizione".
Non avrebbe dare un segnale pubblico?
"Secondo me lo dovrebbe fare. Deve rendere chiara la differenza tra la sua idea di partito e una vicenda drammatica come quella di Sesto".
Con tutto quello che è successo Bersani dovrebbe ripensare il suo ruolo nel partito?
"Benché io sia stato un competitor, credo che Bersani sia una persona integra, onesta e leale. Certo dovrebbe riunire una direzione del partito, esaminare gli atti della procura, e uscirne con delle decisioni chiare, nette e irrevocabili in modo da rigenerare il partito".



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