Bersani: Bossi vuole l'eredità del vecchio zio

Lunedì, 30 agosto 2010 - 17:07:00


Bersani
Pierluigi Bersani
Il nuovo Ulivo "e' il contrario dell'ammucchiata. E non vedo come Berlusconi possa dare lezioni a noi, quando sta cercando di governare con gente che si insulta dal mattino alla sera". Lo dice il segretario Pd, Pierluigi Bersani, in un forum su Repubblica.it e aggiunge: "Siamo partiti di governo provvisoriamente all'opposizione e questa volta, chi stringe il patto di governo deve stare al governo. Questa proposta supera definitivamente la logica dell'Unione. E' una cosa che si deve costruire e ognuno dovra' assumersi le sue responsabilita'. Io ho fiducia che questa cosa possa essere fatta".

"Conosco bene la mia gente, ma a volte siamo un po' demo-depressi". "La depressione cos'e': e' una cosa che ti porta a momenti di scoramento o di euforia. Io vorrei rasserenare, dobbiamo darci serenita', combattivita', solidita', forza senza guardarci le punte die piedi. Dobbiamo sapere che siamo molto piu' forti delle nostre debolezze, avremo la settimana buona e quella meno buona, ma sono ottimista, abbiamo idee nuove per questo paese, ma non dobbiamo lasciarci impressionare: la battaglia non e' risolta, non e' semplice abbiamo di fronte un avversario ancora molto forte".

Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, valuta pesa in modo diverso i contenuti del dibattito estivo nel partito, a partire dagli interventi di Veltroni e del sindaco di Firenze Renzi. "Veltroni ha fatto una riflessione, un ragionamento con lealta' verso la 'ditta' e verso la nostra missione. Ho, quindi, solo da ringraziarlo. Noi siamo l'unico partito non personalizzato, che discute da sempre". Riferito a Renzi aggiunge: "Per costruire non basta distruggere, l'idea della distruzione creativa non ha mai portato da nessuna parte e anche rompere i giocattoli mano a mano che li si ha sotto le mani". Nel partito, sottolinea Bersani, "c'e' una segreteria di quarantenni e in periferia nel partito e tra gli amministratori ci sono tanti giovani, di 30-40 anni. Sono sicuro che in giro c'e' anche Maradona, ma quando viene Maradona lo si vede... Io sono qua per far girare la ruota. L'unico discrimine non e' chi e' con o contro Bersani, ma chi ha lealta' alla ditta, chi sa che siamo in un collettivo... Altrimenti, finche' ci sono io, no...".

PRIMARIE DI COALIZIONE. Su questo fronte da parte del Pd non c'e' nessuna retromarcia, lo dice il segretario, Pierluigi Bersani, che spiega: "Non chiediamo le elezioni ma non ne abbiamo paura. In ogni caso se ci si arriva le elezioni anticipate dovranno avere un padre e una madre: Berlusconi e la sua crisi. Ha fatto tutto lui e ha fallito. Quindi, non cadiamo in tranelli e quando sara' il momento abbiamo uno statuto che dice: il Pd propone primarie di coalizione.. Naturalmente, bisogna fare la coalizione, avere un progetto per l'Italia. Non mettiamo il carro davanti ai buoi mentre la destra e' in crisi. Ci metteremmo in un film dissociato dalla realta' del momento. Ora dobbiamo pensare al progetto e alla proposta politica, poi quando arriva il momento... D'altronde le abbiamo inventate noi le primarie". Quanto alla presenza di piu' candidati del Pd, Bersani non la esclude, ma chiarisce: "Si puo' perfino arrivare a piu' candidati del Pd, ma su questo decide il partito, devono essere prese decisioni politiche".

LEGA. Ma quale richiesta del Pd a Berlusconi di non andare a elezioni, come ha affermato Bossi. Il segretario democratico, Pierluigi Bersani, a Repubblica.it dice: ""Bossi ne ha sparate di grosse nella sua vita, ma questa... Bossi, in realta', ha una linea precisa: quella di chi sta attaccato al vecchio zio per prendergli l'eredità. E non vuole neanche badanti di mezzo...". La verita', aggiunge Bersani, che questa linea fatta tutta di tatticismi "e' a prezzo di un tradimento radicale delle ragioni fondative della Lega. Oggi si chiacchiera di federalismo, ma non abbiamo mai avuto peggior situazione per i comuni. E poi quali delle leggi ad personam, a cominciare da quelle che hanno favorito la corruzione, ci sarebbero se non ci fosse stato il voto della Lega? Allora a Bossi dico, altro che 'Roma ladrona'. No, sei tu che stai con i quattro ladroni di Roma. Se lui poi vuole prendere l'eredita' dallo zio sono affari loro, ma se va avanti cosi' non sia aspetti che noi non alziamo il tono... sono cose inaccettabili. Dopo di che, se vien via dal miliardario, siamo a porto e si discute... ".

LEGGE ELETTORALE. "Oggi il problema non e' la formula, ma trovare una 'circonferenza' sufficiente di forze politiche che dica: 'questo sistema che abbiamo non va bene'. Dopo la ragionevolezza portera' a un sistema che non mette in discussione il bipolarismo, ma che ci eviti i rischi del plebiscito".  "L'assetto sostanzialmente bipolare va interpretato per evitare che col 35% si posso fare tutto, fino al Quirinale. Il sistema va reso flessibile, non fino alla frantumazione, ma per dare elementi di respiro al bipolarismo". Certo il grande centro, "la grande balena" non verra' fuori e "non ci si potra' esimere dal dire con chisi sta. Si puo' valutare il modello tedesco o il mattarellum. L'assemblea nazionale del Pd ha fissato alcuni paletti, approfondiremo".

PROCESSO BREVE. "Sono anni che Berlusconi governa e parla di giustizia, certamente un servizio che non funziona in Italia per i cittadini, ma non abbiamo mai avuto uno straccio di riforma vera, che andasse nell'interesse dei cittadini che soffrono". a proposito del processo breve Bersani aggiunge: "Le decisioni sono venute soltanto quando si tratta del capo e dintorni... Nessuno e' per il processo lungo, ma chiunque ha capito che sotto la bella parola di 'processo breve' c'e' il solito trucco: si tratta di cancellare un numero enorme di processi, per cancellarne uno solo o un paio, quelli che interessano al leader. Questa e' una cosa abnorme, inaccettabile e da parte nostra avra' un'opposizione strenua. Naturalmente, mi aspetto che anche chi ha sollevato problemi attorno a questo nodo cruciale abbia un atteggiamento coerente. Altrimenti, sarebbe una curiosa situazione...".

FIAT. Di fronte alle richieste e alle proposte giunte da Marchionne e' chiaro che "dobbiamo impostare nuove relazioni sociali". "Siamo davanti alle novita', ma la situazione e' talmente nuova che le risposte sono al di sotto della soglia. Credo che se si vuole creare una partnership tra impresa e lavoro, non si puo' prescindere da un tema di partecipazione democratica dei lavoratori".

LIBIA. "Sono per positivi rapporti con la Libia, ma sono anche interessato al profilo di dignita' del mio paese".

 

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