Tra Bersani e Avvenire duello sui cattolici

Mercoledì, 17 febbraio 2010 - 11:38:00

"Le culture del Pd non possono vivere da separate in casa. Piaccia o no, non e' questo il nostro progetto". Pier Luigi Bersani chiude cosi' la sua lettera ad 'Avvenire' sulla questione aperta dall'uscita dal Pd della Teodem Paola Binetti. Il leader Democratico difende il sostegno a Emma Bonino, dicendo che "non trovo giusto negare in premessa ad una personalita' come Emma Bonino, senatrice eletta nelle nostre liste, la capacita' di interpretare l'insieme di un programma di coalizione". Proprio la frase che il direttore di 'Avvenire', Marco Tarquinio, riprende per osservare, nella risposta pubblicata in calce, che quello dell'esponente Pd-Radicale e' un programma "incompatibile con altri e in ogni caso certamente affinato con aperta e spesso aspra ostilita' verso la visione cristiana della vita e dei rapporti sociali". "Tutte le culture - rileva Bersani - devono via via riconoscersi nei muri portanti della casa comune". Replica Tarquinio: "Decidere di fare di un simile contributo un 'mattone' del muro della casa comune del Pd significa fare una scelta pesante e precisa. Che, infatti, sta producendo, contraccolpi, crepe e lacerazioni". "Credo davvero - premette Bersani - che non mi si possa descrivere come un segretario che ha un atteggiamento di sufficienza sulla questione". Nessuna "sottovalutazione della funzione della cultura cattolica nella vita pubblica nel Paese. Il punto e' che la costruzione del Pd pretende uno sforzo di convergenza e di mescolanza sul piano del progetto politico".

Il segretario Pd ritiene dunque che "le adesioni o le defezioni avvengano sul piano delle scelte politiche" e confessa di trovare "davvero stucchevole l'idea che si voglia appaltare a qualche altra forza politica la rappresentanza dei valori cattolici, secondo schemi politicisti fissati a tavolino". E se i distacchi, pur "dolorosi", si sono "determinati sul piano politico", allora "non e' su questo che puo' essere messa in discussione la possibilita' della cultura e dei politici cattolici di avere un ruolo nella costruzione del Pd". "Non conosco - rivendica - 'derive zapateriste'", "Mi si permetta di dire che il nodo della questione e' un altro. Le culture del Pd non possono vivere da separate in casa. Piaccia o no, non e' questo il nostro progetto. Tutte le culture devono via via riconoscersi nei muri portanti della casa comune. Si potra' dire che questo lavoro e' ancora all'inizio: ma chi pensa che sia un lavoro inutile o impossibile - conclude - o uno sforzo a cui rinunciare dovra' ricredersi". "Con una battuta potrei dire che se il segretario del Pd e' in coscienza tranquillo, non saremo certo noi di Avvenire a inquietarci al posto suo e degli altri dirigenti della formazione sognata da Prodi e, poi, fondata da Veltroni", replica il direttore del quotidiano Cei, Marco Tarquinio che da' conto del "crescente senso di allarme, largamente condiviso, posso testimoniarlo, dai nostri lettori" sul tema della liberta' di coscienza dei gruppi parlamentari dei democratici.

Tarquinio rileva che a questo si e' aggiunto il caso Bonino "che ha ovviamente una natura sua propria, anche per l'incredibile pretesa della superabortista e iperliberista candidata a governatore del Lazio di 'rappresentare' addirittura i valori cattolici", ma che anche "si sta configurando sempre piu' anche come un caso Pd". "Lei, segretario - prosegue il direttore di Avvenire - ha accettato senza batter ciglio l'autocandidatura della fedelissima compagna di battaglia anticattolica di Marco Pannella e, qui sopra, difende di nuovo la corsa di colei che ha piu' volte esaltato come 'una fuoriclasse', definendo 'ingiusto' il giudizio di chi non riconosce a Bonino la 'capacita' di interpretare un programma di coalizione'. Ma il nome e la storia di Emma Bonino 'sono' un programma. Un programma, onorevole Bersani, incompatibile con altri, per piu' di un aspetto anche con quello alla base dell'idea di sinistra che lei punta a rivitalizzare e rappresentare". La chiusura della lettera del direttore del quotidiano cattolico fa dunque riferimento a "scelte" e "contraccolpi" dicendo: "Liberi tutti di valutare gli uni e le altre, a maggior ragione chi le subisce. Noi ci siamo permessi di sottolineare che le sottovalutazioni, le sufficienze appunto, si pagano. E ne restiamo convinti".
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