Bersani, Casini e Alfano da Monti. "Parleremo di crisi e di Europa"

E' terminato dopo circa tre ore il pranzo di lavoro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Mario Monti, i segretari del Pdl e del Pd, Angelino Alfano e Pier Luigi Bersani, e il leader dell'Udc (in rappresentanza di tutto il Terzo Polo) Pier Ferdinando Casini.
L'incontro e' servito, fra l'altro, a fare il punto sulla crisi economica, in vista del decreto sulle liberalizzazioni che il governo si appresta a varare al prossimo Consiglio dei ministri. Quello di oggi e' stato il primo incontro ufficiale che ha messo insieme il premier e i leader dei partiti che lo sostengono.
L'Italia deve presentarsi davanti all'Europa con una piattaforma unitaria e comune. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, al termine della lunga colazione di lavoro tra il premier Mario Monti e i leader dei principali partiti che sostengono il Governo, spiega i contenuti dell'incontro e invita tutte le forze politiche italiane a presentare uan piattaforma sulle misure da adottare per fronteggiare la crisi europea. "Abbiamo dichiarato - sottolinea Bersani - la nostra disponibilita' a costruire in Parlamento con tutte le forze disponibili, non solo quelle che hanno votato la fiducia al Governo, una posizione nazionale sulla politica europea".
Far vedere che la maggioranza non si divide sui temi europei e che S&P sbaglia nel ritenere che in Italia ci sia una opposizione al processo delle riforme. Pe questo Alfano, Bersani e Casini si sono presentati a palazzo Chigi per ribadire a Mario Monti l'intenzione di presentare una mozione unitaria di sostegno all'azione del governo sulla politica europea. In modo che il Professore possa presentarsi a Bruxelles con il biglietto da visita del pronunciamento delle forze politiche e una vasta fiducia in Parlamento.
La mozione rappresenterebbe anche uno strumento di pressione affinche' l'Europa agisca in tempi celeri e un modo per far capire alla Germania la determinazione italiana nel conseguire gli scopi prefissati sulla crescita e sulla necessita' di non porre ulteriori vincoli di bilancio sul piano di rientro dal debito. Pdl, Pd e Terzo Polo, per difendere gli interessi italiani, sono pronti a siglare un'intesa riguardo la politica europea. Del resto il presidente del Consiglio, nell'ultima informativa alla Camera dopo gli incontri avuti con Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, ha sottolineato l'importanza che il Paese in questo momento si dimostri unito. L'obiettivo comune e' convincere i mercati e i partner europei sulla volonta' italiana di procedere sulla strada del risanamento dei conti e sull'importanza di varare politiche per lo sviluppo. A chiedere la compattezza delle forze politiche e' anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che da sempre spinge verso questa direzione.
Si apre una settimana importante per il governo in vista del trilaterale tra Francia, Italia e Germania del 20 che potrebbe svolgersi in teleconferenza a causa di impegni di politica interna del presidente francese. Il Professore vuole presentarsi a quell'appuntamento che precede di tre giorni la riunione dell' Eurogruppo con il si' al pacchetto sulle liberalizzazioni (il Consiglio dei ministri ci sara' il 19) e con l'ampio appoggio dei partiti. Per questo motivo - anche in vista del dibattito in Aula in programma il 25 febbraio - si sta definendo nei dettagli il documento unitario. Del resto non e' solo il Pd che chiede all'Europa risorse maggiori per stoppare la speculazione e che il governo italiano si adoperi in favore degli eurobond e che l'Europa punti non solo al rigore e alla stabilita' finanziaria ma anche sulla crescita.
"Su questi temi la posizione tra Pd e Pdl non e' differente", spiega un 'big' del partito di via dell'Umilta'. Il Pdl pure insiste sulla necessita' di ridare fiato alla logica comunitaria e di impedire ogni forma di direttorio. Magari lo fara' con toni leggermente piu' marcati. "Monti deve comportarsi come un capo di governo e non come un consulente di Francia e Germania, deve alzare la voce nei confronti di Merkel e Sarkozy", spiega la stessa fonte parlamentare. Il premier, prima di incontrare i segretari di partito, affrontera' domani con il presidente del Consiglio europeo, Hernan Van Rompuy anche il tema del declassamento dei 9 Paesi deciso da S&P. L'Europa sta valutando - riferiscono fonti comunitarie - una serie di misure per impedire la speculazione e arginare lo spazio di manovra delle agenzie di rating. Domani occhi puntati soprattutto sugli effetti che avra' sul mercato la decisione di S&P. Da martedi' poi in ambito Ue riflettori anche su Ungheria e Grecia.


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