Patto dello zafferano Silvio-Umberto. Alla Lega la presidenza del Veneto
Mercoledì, 19 novembre 2008 - 19:24:00
Confermatissima l'approvazione della cornice del federalismo fiscale (collegato alla Finanziaria) e del codice delle autonomie entro la fine dell'anno. Bossi ha poi strappato l'impegno al presidente del Consiglio che i decreti attuativi, necessari per far partire effettivamente la riforma, verranno varati entro 18 mesi e non entro due anni. Il tutto con o senza il confronto con l'opposizione. Anche perché, essendo materia fiscale, a differenza della devolution, non c'è il pericolo referendum. Allo stesso tempo, dopo la pausa natalizia, partirà il cantiere per le riforme istituzionali, nelle quali c'è la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie.
L'intesa tra il leader del Popolo della Libertà e il segretario federale della Lega riguarda anche le Amministrative. In tutti i comuni superiori ai 15mila abitanti e in tutte le province del Centro-Nord la maggioranza si presenterà compatta fin dal primo turno. Il Carroccio non avanza pretese su Milano ma si concentra invece su Bergamo e Brescia, oltre alla riconferma delle varie amministrazioni già guidate da un leghista. In cambio il Pdl, a differenze delle Politiche, non si opporrà al fatto che la Lega corrà per le elezioni europee in tutta Italia. Il Senatùr è infatti molto curioso di testare i consensi dal Lazio giù. Ma non finisce qui.
Il patto di Arcore prevede anche le Regionali del 2010. Bossi ha chiesto a Berlusconi una regione chiave del Nord, la Lombardia o il Veneto. Il premier non intende cedere il Pirellone ma ha promesso il cuore del Triveneto all'alleato padano. C'è già il nome del candidato leghista per succedere a Galan, il sindaco di Verona Flavio Tosi, che i sondaggi danno al top della popolarità. Sulla sicurezza e sull'immigrazione, inoltre, il presidente del Consiglio ha garantito massimo appoggio alla linea del responsabile del Viminale Maroni.
L'unico punto sul quale restano divergenze tra Forza Italia e la Lega è l'ingresso della Turchia in Europa. Favorevole il premier, contrario il Senatùr. Per il momento si è deciso di rinviare la discussione ed evitare liti plateali e dannose per entrambi. Anche perché l'opposizione di Francia e Germania ad Ankara sterilizzano il dibattito. Insomma, chi sperava nel Partito Democratico che il Carroccio fosse pronto a fare uno scherzo al Cavaliere alle Amministrative resterà deluso. I malumori interni alla Lega, se ci sono, vengono considerati fisiologici e certo non incrinano il rapporto di fiducia e di amicizia con Berlusconi.



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