Berlusconi schizoide? E Scalfari fece un brutto scherzo a Napolitano
Lunedì, 12 aprile 2010 - 10:10:00
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Ce l'hanno fatta, ci son riusciti. Preoccupati del clima di tregua istituzionale seguito al voto sulle regionali e dell'avvio di una vera stagione riformista,i leader dell'antiberlusconismo militante hanno messo di nuovo contro Silvio Berlusconi e Giorgio Napolitano che si stavano riavvicinando dopo il via libera del Colle al legittimo impedimento. Vi ha provveduto su Repubblica un editoriale del fondatore Eugenio Scalfari, il quale ha attribuito a Giorgio Napolitano una forte irritazione nei confronti del premier, reo di aver lamentato sabato a Parma, nel suo discorso agli industriali, un eccesso di controlli da parte dello staff giuridico del Quirinale. Son cose che Berlusconi ha detto tante volte, nell'ambito del suo ormai noto (e spesso condivisibile) ragionamento sul potere senza bottoni del Premier italiano (tesi nota sin dai tempi di Nenni). Sicché è davvero stupefacente, sopra le righe e non credibile, conoscendo lo stile del presidente Napolitano, il virgolettato di commento messo da Scalfari in bocca allo stesso presidente della Repubblica. Il capo dello Stato, secondo Scalfari, avrebbe detto al sottosegretario Gianni Letta (che si sarebbe, a suo dire, affrettato a scusarsi con il Colle per il discorso di Parma del premier): "Le sue scuse personali non risolvono la questione. Se non si trattasse del presidente del Consiglio ma di una qualunque altra persona dovrei dire che siamo in presenza di un bugiardo che dice una cosa al mattino e fa l'opposto la sera oppure d'una persona dissociata e afflitta da disturbi schizoidi".
Bugiardo, schizoide il capo del governo secondo il capo dello Stato? No, queste parole non possono essere di Giorgio Napolitano, presidente equilibrato e rispettoso dei ruoli e delle prerogative. E non possono restare li in sospeso, tra il detto e il non detto. Per il garbo istituzionale, che non prevede che il capo dello Stato insulti pubblicamente (e per giunta per interposta persona) il capo del governo. In tal modo oltreché il premier, che peraltro ha espresso con pieno diritto, pubblicamente e non obliquamente le sue valutazioni, si offenderebbe anche il popolo italiano che col voto lo ha legittimamente voluto a Palazzo Chigi. Quel virgolettato attribuito da Scalfari al presidente della Repubblica, quella conversazione a due tra lo stesso Napolitano e Letta (e si deve escludere, ovviamente, che a Scalfari l'abbia raccontato Letta) se non smentiti rappresenterebbero un grave strappo politico-istituzionale e un macigno tra le due massime cariche dello Stato. Non sarebbe normale, infatti, che l'inquilino del Quirinale affidi a un giornalista (per giunta notoriamente e storicamente schierato come il più acerrimo nemico del premier) delle valutazioni così delicate e così dirompenti. Scalfari allontana da sè e dal presidente i dubbi dicendo che quelle parole arrivano da "amici intimi", dell'uno o dell'altro. Una pezza ancora peggiore. Escluso di nuovo che possa trattarsi di amici di Gianni Letta, che razza di amici avrebbe Napolitano? Gente che riceverebbe confidenze così delicate e si precipiterebbe a spifferare ai giornalisti conversazioni private e di straordinaria rilevanza costituzionale con il presidente della Repubblica? E che figura ci fa Napolitano che spiffera cose così agli amici? Un pasticcio insomma. In cui, se non segue una rettifica, a uscirne male è non solo ma soprattutto il Presidente della Repubblica.



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