Congresso del Pdl subito ed elezioni in primavera
Sabato, 23 ottobre 2010 - 12:40:00
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Dei tre il più debole è Bondi, anche perché La Russa - oltre che sull'appoggio degli altri ex colonnelli di Alleanza Nazionale - può contare del sostegno della Gelmini. Il ministro dell'Istruzione, infatti, si è recentemente staccata dai colleghi di Liberamente, l'area alla quale appartengono anche Frattini, la Carfagna e la Prestigiacomo e che è uscita sconfitta nettamente dall'ufficio di presidenza. Dove è stata accolta la richiesta di far votare i tesserati degli altri co-fondatori del Popolo della Libertà, gli ex democristiani Giovanardi e Rotondi, ora molto soddisfatti. Defilato e lontano dai giochi è il Guardasigilli, impegnato nelle trattative per la riforma della Giustizia.
Alfano comunque resta in pole position per il ruolo di coordinatore unico, quando Berlusconi deciderà di attuare questa svolta. Il ministro della Giustizia ha dalla sua il fatto di essere siciliano e il Cavaliere sa perfettamente che la concorrenza di Lombardo e Fini nell'Isola obbliga il Pdl a puntare proprio su un uomo del territorio. L'unico che potrebbe insidiare Alfano è Frattini, il più amato tra i ministro nei sondaggi sul tavolo del presidente del Consiglio e abilissimo nelle trattative. Esclusa l'ipotesi Formigoni, il quale non si è avvicinato alla Gelmini, come sembrava, e che a causa della concorrenza della Lega Nord in Lombardia vede il suo potere all'interno del partito diminuire. Sul fronte della tenuta del governo e della maggioranza rimangono tutte le preoccupazioni.
Nonostante Berlusconi abbia smentito in pubblico di aver mai pensato alle elezioni anticipate, il ritorno alle urne in primavera resta una possibilità molto concreta. Anche perché non si vorrebbe dar tempo né a Fini né all'opposizione di organizzarsi, con la paura che aspettando anni ci possa essere la discesa in campo di Montezemolo. Come arginare l'ostacolo di quei senatori che avrebbero paura di non essere rieletti a causa dell'avanzata del Carroccio? La fonte contattata da Affaritaliani.it spiega che comunque tutto ciò verrebbe riequilibrato dai 35 deputati e dalla decina di senatori di Futuro e Libertà che, in caso di ritorno alle urne, libererebbero il loro posto in lista per i fedelissimi del premier. Il quale è convinto che sia la Giustizia il tema sul quale l'esecutivo possa cadere.



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