Berlusconi: spero che siano sempre di più magistrati perbene
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Poi torna a parlare del candidato leghista. "Siamo qui per dare il ciak all'avventura elettorale del nostro Roberto Cota. Sono assolutamente sicuro che avra' per i prossimi anni la responsabilita' di governare in Piemonte". "Da tutto cio' che sento e da cio' che ho vissuto in prima persona - ha detto Berlusconi - i piemontesi sentono il bisogno di cambiamento e noi possiamo assicurarlo con una maggioranza coesa".
INTERCETTAZIONI. Il premier torna a criticare la pubblicazione delle intercettazioni e le docu-fiction in cui vengono lette in tv da attori perche', spiega, "cosi' certe conversazioni assumono un significato tutt'affatto diverso dall'originale". Il presidente del Consiglio mette la "battaglia per la privacy" come una priorita' per il Pdl e ribadisce: "non dico che le intercettazioni non si possano fare per i piu' gravi reati ma di fronte a prove serie di reati commessi". Berlusconi torna quindi a criticare l'uso "di esporre in pubblico la trascrizione di certe conversazioni che poi finiscono sulla stampa o rappresentate da attori" e disapprova questo stravolgimento che, accusa, "finisce per distruggere delle vite".
PROCESSO MILLS. Riconosce che "per fortuna non sono tutti così", facendo esplicito riferimento alla sentenza della Cassazione di ieri sul caso Mills ma le parole che Silvio Berlusconi usa nei confronti di "una parte dei magistrati" sono molto dure. Il presidente del Consiglio parla di "un disegno eversivo che abbiamo gia' visto in atto nel '94". Berlusconi parla di "una parte della Magistratura costituita da una banda di talebani" ed e' a loro che fa riferimento quando dice che "il consenso popolare non esiste piu', dal momento che se una legge non piace ai pm viene impugnata e poi abrogata dalla Cassazione. Questo e' eversione e noi siamo nelle mani di questa banda di talebani". Berlusconi torna ad evocare lo spettro del ribaltone come conseguenza di azioni giudiziarie: "per fortuna la grande maggioranza dei magistrati non appartiene a quel che starei per definire e infatti definisco una banda di magistrati talebani, ma che questi esistano ed intervengano con propositi eversivi nella vita democratica e' una realta' incontrovertibile. Uso una parola forte, eversione perche' - spiega - c'e' gia' stata nel '94 una eversione, quando fui accusato di un delitto che non avevo commesso".
Presentando la candidatura del leghista Umberto Cota a presidente della Regione Piemonte per il centrodestra, Berlusconi torna a sfogliare l'album di ricordi, non piacevoli, e aggiunge: "l'allora Capo dello Stato chiamo' Bossi e gli disse 'Berlusconi e' nel baratro e se non vuoi caderci anche tu ti devi distinguere' e cosi' fu indotto a far cadere la maggioranza dall'allora Capo dello Stato. La democrazia in Italia e' questo". "La nostra democrazia oggi e' in balia di queste mani, e' indiscutibile", e' l'allarme che Berlusconi torna a lanciare dicendo ad un cronista che mostra stupore per questa lettura del gioco democratico: "sei giovane e hai una inesperienza di base ma il male primo dell'Italia e' la politicizzazione della magistratura, l'uso politico della giustizia". Dopo ieri, c'e' un distinguo d'obbligo: "per fortuna non sono tutti cosi' e ieri - osserva infatti - c'e' stata una sentenza che ha detto il contrario di quelle precedenti sul caso Mills". Resta pero' l'attacco a una situazione in cui "prima ti aggrediscono con i processi e poi quando ti hanno circondato di processi e il parlamento fa una legge allora dicono che si fa per me". "Stavolta - promette - faremo la riforma della giustizia e sara' una riforma che non piacera' agli attuali talebani all'interno della Magistratura".



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