Berlusconi alla Knesset: Israele la più grande democrazia
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"Sono onorato, il mio Paese è onorato di essere qui e di parlare in questo parlamento, che è il simbolo stesso della democrazia. Commosso ringrazio". Sono le prime parole del discorso di Berlusconi alla Knesset, il parlamento israeliano, primo ad avere questo onore tra i presidenti del Consiglio italiani. "Questo Parlamento - ha affermato il premier nel suo intervento - rappresenta la più straordinaria vicenda del Novecento. Questo Parlamento testimonia la nascita nel 1948 di uno Stato Ebraico, libero e democratico che raccolse finalmente, dopo l'orrenda esperienza della Shoah, cittadini del mondo che parlavano tutte le lingue e che accorsero da ogni angolo del mondo. Voi rappresentate ideali che sono universali, siete il più grande esempio di democrazia e di libertà nel Medio Oriente, un esempio che ha radici profonde nella Bibbia e nell'ideale sionista".
"Oggi la sicurezza di Israele nei suoi confini e il suo diritto di esistere come Stato ebraico sono per noi una scelta etica e un imperativo morale contro ogni ritorno dell'antisemitismo e del negazionismo e contro la perdita di memoria dell'Occidente". Silvio Berlusconi ha ribadito vicinanza al popolo di Israele. "La nostra amicizia - ha assicurato il premier - e' franca, aperta e reciproca, non e' solo vicinanza verbale, non e' solo diplomazia, e' un moto dell'anima e viene dal cuore. I rapporti bilaterali fra Italia ed Israele sono eccellenti. Su ogni questione vige la regola della sincerita' e della ricerca di un accordo completo, utile e produttivo. La nostra cooperazione e' un vanto del mio governo e un fattore di orgoglio e soddisfazione per l'opinione pubblica italiana".
Berlusconi ha sottolineato l'impegno profuso dal nostro Paese al fianco di Israele. "Sono - aggiunge il Cavaliere - fiero di ricordare in questa solenne occasione che l'Italia seppe reagire con un grande 'Israel Day' di solidarieta' e di amore quando le bombe umane seminavano morte ad Haifa, a Tel Aviv, a Gerusalemme sui vostri autobus, nei vostri luoghi di ritrovo, nelle vostre feste nuziali, nelle vostre cerimonie religiose. L'Italia e' orgogliosa di molti gesti di solidarieta' verso il vostro paese, come ad esempio il rifiuto del nostro governo a partecipare alla Conferenza 'Durban II' di Ginevra, che voleva sanzionare Israele con intollerabili accuse di razzismo e di violenza. Come il nostro voto contrario al 'rapporto Goldstone', che intendeva criminalizzare Israele per la reazione ai missili di Hamas lanciati da Gaza. Noi - ha osservato ancora il presidente del Consiglio -. combattiamo insieme a voi ogni possibile rigurgito di antisemitismo in Europa e nel mondo, e insieme a voi ci preoccupiamo di rendere inseparabili la battaglia per l'esistenza e la sicurezza dello Stato di Israele e quella per la pace".
L'Italia "non e' indifferente" alle minacce contro Israele e contro la sicurezza del suo popolo e chiede che non ci siano "cedimenti" per "impedire e sconfiggere i disegni del regime iraniano" di dotarsi dell'atomica. E' stato questo uno dei passaggi centrali dell'intervento di Silvio Berlusconi alla Knesset, in cui ha insistito sulla necessita' di "un controllo multilaterale sugli sviluppi militari del programma nucleare iraniano", di "un negoziato risoluto e di "sanzioni efficaci". "L'efferatezza antisemita - ha sottolineato il premier davanti ai deputati israeliani - a differenza di quanto e' avvenuto alla vigilia e durante la Seconda guerra mondiale, non potra' e non dovra' piu' nutrirsi della complice indifferenza dei governi".
E questo vale soprattutto per la minaccia che arriva da Teheran. "In una situazione che puo' aprirsi alla prospettiva di nuove catastrofi, l'intera comunita' internazionale - ha ribadito Berlusconi - deve decidersi a stabilire con parole chiare, univoche e unanimi, che non e' accettabile l' armamento atomico a disposizione di uno Stato i cui leader hanno proclamato 'apertamente' la volonta' di distruggere Israele ed hanno negato insieme la Shoah e la legittimita' dello Stato ebraico". Berlusconi e' stato categorico: "Su questo punto non si possono ammettere cedimenti: occorre ricercare la piu' ampia intesa a livello internazionale per impedire e sconfiggere i disegni pericolosi del regime iraniano". Berlusconi indica la strada: "La via da percorrere - ha spiegato - e' quella del controllo multilaterale sugli sviluppi militari del programma nucleare iraniano, quella del negoziato risoluto, quella delle sanzioni efficaci: bisogna esigere garanzie ferree dal governo di Teheran, impegnando in modo determinato l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica al controllo ispettivo ed alla verifica continua dei progressi del negoziato".
HAMAS. Silvio Berlusconi durante l'intervento alla Knesset giudica "giusta" la reazione israeliana ai missili di Hamas da Gaza. Il premier ha puntato il dito contro "l'ondata terroristica della seconda intifada".
LA REPLICA DELL'ANP: FU UN'AGGRESSIONE. "Quella degli israeliani a Gaza fu un'aggressione: c'è un rapporto che si chiama Goldstone sui crimini israeliani e qualunque cosa dica il premier Berlusconi non cambia la realtà". Lo ha detto Nemer Hammad, uno dei più stretti consiglieri politici del presidente palestinese Abu Mazen. Parlando della seconda Intifada, Nemer Ammar - raggiunto telefonicamente a Betlemme - ha riconosciuto che "ci sono stati degli errori da parte Palestinese". Ma che bisogna inquadrare la seconda Intifada "in un quadro equilibrato", non dimenticando cioè - ha aggiunto - che tutto è nato a causa «di una visita provocatoria di Sharon alla spianata delle moschee".
ISRAELE NELL'UE. "Considerateci accanto a voi per costruire e difendere i valori che ci accomunano e che fanno di Israele un avamposto della cultura europea e occidentale", ribadisce Berlusconi. "Quella cultura - osserva il premier - che si basa sul primato della persona umana e sulla grandezza dell?uomo fatto ad immagine e somiglianza di Dio. Quella cultura e quei valori che fanno del vostro Paese una vera democrazia, una societa' libera e orgogliosa della sua liberta', uno Stato libero e democratico in tutto eguale alle democrazie europee. Questo sentimento - afferma ancora Berlusconi -, che avverto profondamente, mi fa dire da anni, e non da oggi, che il vostro posto, il posto di Israele deve essere tra le Nazioni dell?Europa, come membro a pieno titolo dell?Unione Europea. Questo - spiega il Cavaliere - e' il mio sogno, questo e' il mio augurio. In nome del Popolo Italiano auguro pace, serenita' e benessere a voi e a tutto il popolo di Israele". Berlusconi conclude con un "viva Israele. Viva L'Italia! Viva la pace e la libertà!".
TERRORISMO. "Dopo l'11 settembre abbiamo capito il carattere ultimativo e globale della sfida al nostro modo di vivere e alla nostra pratica della liberta', alla nostra pratica dell'eguaglianza tra i sessi, del diritto universale alla vita, alla liberta' e alla sicurezza", afferma Silvio Berlusconi. "Dieci anni prima - ha ricordato il premier - era stata Tel Aviv ad essere colpita dai missili Scud di Saddam Hussein e dal 2000 e' stata l'ondata terroristica della Seconda Intifada a mettere a dura prova il grande spirito di resistenza del vostro popolo. Noi italiani - ha fatto notare Berlusconi - siamo stati consapevoli fin dal primo momento che la sfida del terrorismo era rivolta non soltanto contro gli Stati Uniti e contro Israele, ma contro tutti i Paesi democratici dell'Occidente e contro gli stessi Paesi arabi moderati. Da allora abbiamo fatto la nostra parte, dall'Irak all'Afganistan, dalla Bosnia al Libano, per combattere il terrorismo e favorire la pace. Con i nostri soldati e le nostre missioni di pace, abbiamo - conclude Berlusconi - contribuito a rendere il mondo piu' sicuro e piu' giusto, pagando un alto tributo di vite umane".
MAMMA ROSA. A salutare l'intervento di Silvio Berlusconi alla Knesset c'erano il presidente, Shimon Peres, il presidente della Camera israeliana, Reuven Rivlin, il primo ministro Bejamin Netanyahu, il leader dell'opposizione, ZipiLivni. Il presidente del Consiglio ha apprezzato in particola modo le parole pronunciate dal primo ministro israeliano. Un giorno, ha ricordato Netanyah, "andando al lavoro una donna italiana incinta di otto mesi ha visto un nazista che fermava una ragazza ebrea". Questa donna, ha aggiunto, ha fermato il poliziotto tedesco e gli ha detto di guardare i visi delle persone che erano sul treno e gli ha detto: 'Ti prometto che non ti lasceranno uscire qui in vita'. Con queste parole - ha spiegato il primo ministro israeliano - ha salvato questa ragazza ebrea ed ha acceso per un solo attimo una luce nelle tenebre che coprivano l'Europa. Questa donna coraggiosa - ha concluso Netanyahu - si chiamava Rosa Berlusconi e qui è presente suo figlio". Berlusconi ha ringraziato commosso per questo ricordo, affermando che la sua "è una commozione che prenderà tutte le donne italiane".
STANDING OVATION PER IL PREMIER. Dodici applausi e standing ovation finale per l'intervento di Silvio Berlusconi alla Knesset. Il premier ha ringraziato il popolo d'Israele per l'accoglienza ricevuta.
Berlusconi si è inchinato davanti alla bandiera di Israele, passando in rassegna il picchetto d'onore ed ha ascoltato la spiegazione del presidente della Knesset, Reuven Rivlin, sui magnifici arazzi di Marc Chagall che decorano il parlamento israeliano.
Il premier è stato accolto dal picchetto d'onore schierato sotto gli arazzi di Marc Chagall. Il premier è il primo presidente del Consiglio italiano a tenere un dicorso nel Parlamento israeliano. Davanti alla Knesset hanno invece parlato in passato George Bush, Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, nelle vesti di presidente dell'Unione interparlamentare, ha tenuto un discorso davanti al parlamento israeliano, nella giornata internazionale in ricordo della Shoah nel 2008. Berlusconi, che prima della sessione speciale incontrerà nel suo ufficio il presidente della Knesset, Reuven Rivlin, visiterà dopo il suo discorso la mostra dei sette schizzi di Leonardo da Vinci tratti dal Codice Atlantico, arrivati a Gerusalemme per accompagnare la visita politica del premier italiano.



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