Berlusconi chiama Casini nel governo. La Craxi: "Pdl a rischio tsunami"
Resta la delusione per l'esito di un voto, soprattutto a Milano, non previsto e non in queste dimensioni. Ma Silvio Berlusconi non si da' per vinto, mostra i muscoli e ai vertici del Pdl riuniti a Palazzo Grazioli, spiega che la partita e' ancora aperta e che a Napoli si puo' vincere al secondo turno. Qualche timore c'e' invece, per Letizia Moratti che parte svantaggiata rispetto allo sfidante Giuliano Pisapia. Timori che il premier non nasconde, anche se è convinto che il risultato finale si possa ancora ribaltare. Certo, qualche errore è stato commesso. In primis con la Lega ed è li' che bisognera' correre ai ripari. Ma anche la strategia elettorale va ricalibrata. Il premier lo sa bene e affronta l'argomento spinoso con i vertici del partito: l'imperativo e' che non si puo' lasciare Milano in mano ai comunisti, cosi' come non si può far vincere a Napoli un pm che ha solo danneggiato i cittadini e non ha mai vinto un processo. Per questo, in vista dei ballottaggi il Cavaliere manterrà una posizione un po' defilata, ma pronto a scendere in campo se le necessita' lo richiedessero. Sondaggi alla mano e umori dei cittadini scandagliati, tra una decina di giorni il premier tornera' a fare il punto e solo allora si decidera' se tornare in campo in prima persona per Milano e Napoli. 
Dunque, Berlusconi garantisce di non essere avvilito, ma di volersela giocare fino in fondo al secondo turno, perche' la possibilita' di vincere anche a Milano c'e'. Fuga ogni dubbio su possibili ripercussioni del voto amministrativo sul governo: le elezioni non cambiano nulla, ha scandito ai suoi, il governo e' solido e va avanti e le urne non compromettono la legislatura. Ma qualche aggiustamento nell'alleanza di governo bisognera' farlo, il Cavaliere ne e' consapevole tanto da ammettere con il partito che forse degli errori sono stati commessi con la Lega. D'ora in poi, quindi, anche se l'asse con Bossi resta saldo, ci dovra' essere piu' condivisione nelle scelte. Anche perche', conviene anche al Senatur - e' stato il ragionamento di Berlusconi - visto che nemmeno la Lega ha ottenuto il risultato atteso in questa tornata elettorale. Nella strategia messa a punto a Palazzo Grazioli e' ricompreso anche l'atteggiamento nei confronti del Terzo Polo: e' ovvio che il Pdl lavorera' per recuperare voti in vista dei ballottaggi. Ma nessuna forzatura, viene spiegato, sara' un pressing, low profile, evitando di alzare i toni e ottenere l'unico risultato rischioso di dividere Casini, Rutelli e Fini e ricompattare i 'falchi' contro Berlusconi.
Intanto le 'diplomazie' del Pdl si rivolgono senza troppi giri di parole all'Udc di Casini. Cicchitto per esempio vede nei centristi quel bacino di voti moderati che potrebbero fare la differenza a Milano. 'Secondo la nostra valutazione - dice il capogruppo del Pdl alla Camera - e' impensabile che nel medio-lungo periodo il partito di Casini possa collocarsi in uno schieramento di sinistra'. Soprattutto in un'ottica di governo cittadino dove a prendere la fascia tricolore rischia di essere quel Giuliano Pisapia che, per come viene disegnato dal centrodestra, risponde all'estrema sinistra. E proprio sulla figura di Pisapia gioca molte delle sue carte il premier. In attesa dei sondaggi che gli faranno decidere se scendere nuovamente in campo o meno, il Cavaliere spiega che ora l'unico modo per recuperare e' quello di far venir fuori il vero volto del candidato del centrosinistra: Lui - ha sottolineato - ha la faccia pulita, ma a sostenerlo ci sono i centri sociali e la sinistra estrema. Aperture che probabilmente non piaceranno alla Lega e a Bossi che con i 'democristiani' non hanno mai voluto spartire nulla.
E che fanno mettere le mani avanti a Berlusconi: con la Lega ci sono dei problemi derivanti da alcune scelte che ci hanno diviso, ma con Bossi il rapporto sara' recuperato anche perche' da adesso in poi ogni decisione sara' condivisa con il Carroccio. Secondo quanto riferito da alcuni presenti Berlusconi avrebbe anche chiesto ai suoi di dare piu' ascolto alle istanze della Lega e alle riforme chieste dal senatur. E forse anche per questo si sarebbe affrettato a dire che a prescindere dal risultato elettorale abbiamo una maggioranza compatta che ci consentira' di fare le riforme ed un governo la cui solidita' non sara' messa in discussione dall'esito dei ballottaggi.
Nel Pdl c'e' già comunque chi non lesina qualche critica: "Prevedo un casino, potrebbe arrivare uno tsunami", dice Stefania Craxi che prima delle elezioni aveva lanciato un monito al partito. "Non mi pento affatto per quei ragionamenti che ho fatto. Li ho svolti in privato e in pubblico, ai comportamenti seguono anche le conseguenze...", sottolinea il sottosegretario agli Esteri, "Berlusconi ha sbagliato la campagna elettorale", aggiunge. Ora occorrera' capire il comportamento della Lega che - rimarcano nel Pdl - non puo' certamente gioire per il risultato. Lo stesso Berlusconi con i suoi avrebbe sottolineato che il Carroccio deve ricordarsi che e' alleato del Pdl, non di altre forze politiche. Il Cavaliere ha invitato i dirigenti di via dell'Umilta' a sostenere compatti Letizia Moratti, ma il problema - osservano fonti parlamentari di via dell'Umilta' - e' che finora e' mancato l'appoggio proprio della Lega. Al momento resta il gelo tra i due partiti, ma Bossi non e' intenzionato a mollare il Cavaliere. "Se Bossi vuole una lenta agonia faccia pure - osserva Bruno Tabacci dell'Api -, ma dovrebbe invece lavorare per la transizione, c'e' posto anche per lui". Il Terzo Polo potrebbe schierarsi a Milano al fianco di Giuliano Pisapia e magari chiedere al candidato di Sel la conferma di Manfredo Palmeri alla poltrona di presidente del Consiglio comunale e un assessorato per Ambrosoli. Urso e Ronchi, pero', non ci stanno. Sui due esponenti del Pdl e' in corso un pressing asfissiante affinche' convergano su Letizia Moratti.



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