Berlusconi a tutto campo: mai litigato con Fini

Martedì, 22 giugno 2010 - 17:15:00


Il premier Silvio Berlusconi mostra la sua stanchezza per le polemiche in seno alla maggioranza e in particolare per la differenza di vedute con il presidente della Camera, Fini. In un'intervista al settimanale 'Oggi' spiega che: "In un grande partito puo' anche accadere che vi siano opinioni diverse. Poi pero' si vota e alla fine la decisione che raccoglie il maggior numero di voti deve valere per tutti. Fini non ha mai contestato questa regola, che nel Pdl e' in vigore fin dal primo giorno, tanto e' vero che io stesso ho dovuto subirla in diverse occasioni. Se si stabilisce questo metodo democratico, senza strappi, senza inutili provocazioni quotidiane, senza uno stillicidio di polemiche continue, allora potremo portare a compimento con successo quella felice intuizione che oltre dieci anni fa discussi con l'indimenticabile Tatarella".


Le foto inedite di Berlusconi (Foto Oggi)
LE IMMAGINI

Alla domanda se Fini resterà nel Pdl, Berlusconi ha risposto: «Credo che il traguardo del Pdl sia stato anche per lui un traguardo storico irreversibile, per il quale valeva e vale la pena spendere le nostre migliori energie politiche. Non posso perciò credere che si voglia mettere in discussione questo risultato. Sarebbe una enorme delusione innanzitutto per i nostri elettori. Il nostro popolo, il Popolo della libertà non lo capirebbe".

INTERCETTAZIONI. "So per certo che la stragrande maggioranza degli italiani è d’accordo con me sull’assoluta necessità della legge sulle intercettazioni, tant’è vero che quando ne parlo in pubblico, raccolgo solo applausi di consenso e di incoraggiamento per andare avanti fino all’approvazione definitiva, che ormai è in dirittura d'arrivo. Quando la legge sarà approvata il nostro Paese sarà davvero più europeo, più civile e più moderno", ha detto Silvio Berlusconi.

"Il mio obiettivo", ha detto Berlusconi a "Oggi", "è porre fine a un sistema di abusi che in tanti anni ha di fatto cancellato il nostro diritto alla privacy. Questa situazione è purtroppo il portato di una cultura giustizialista che accomuna una piccola lobby di pm politicizzati e la lobby dei giornalisti che invece di fare le inchieste sul campo preferiscono fare del “copia e incolla” sui fascicoli delle procure che contengono le intercettazioni, anche quelle dove emergono solo fatti privati".

Sul rischio di fare un regalo ai criminali o proteggere la Casta, Berlusconi ha detto: "Tutto questo non ha nulla a che vedere né con la cosiddetta Casta né con le indagini serie contro i delinquenti o la criminalità organizzata. Le regole sulle intercettazioni contro la mafia e tutte le altre organizzazioni del crimine organizzato (’ndrangheta, camorra, sacra corona unita e così via) resteranno infatti in vigore come prima. La legge che il Parlamento sta discutendo contiene un giusto equilibrio fra le esigenze della tutela della privacy e quelle della lotta contro il crimine e la tutela della legalità".

"LA VENDITA DEL GIORNALE? CI STA LAVORANDO MIO FRATELLO". "Osservo che Carlo De Benedetti, per quanto attiene alla politica, si era iscritto come numero uno al Partito democratico. Ora dice che il Pd lo ha deluso e sostiene che i suoi dirigenti non valgono nulla. Eppure i suoi giornali continuano ad appoggiare la sinistra post-comunista e a rovesciarmi addosso, tutti i giorni, di tutto e di più", afferma Berlusconi, in risposta all'Ingegnere, che lo aveva definito «l'Alberto Sordi della politica».

Per quanto riguarda "Il Giornale". Berlusconi ha smentito che si stia occupando della sua vendita: "Il suo futuro non dipende da me. Sarà mio fratello a scegliere la soluzione più idonea. So che ci sta lavorando e sono certo che farà la scelta migliore". E ha aggiunto: "Non mi sono mai pentito di aver salvato, in quegli anni, un quotidiano che era una bandiera, la sola bandiera della libertà in Italia. Intorno a Montanelli un gruppo di giornalisti coraggiosi combatteva una battaglia solitaria e difficile contro una sinistra che mai come allora sembrava vicina a prendere il potere. Proprio per questo mi ha ferito dolorosamente la scelta di Montanelli, quando scesi in politica, di esprimere non un legittimo dissenso, ma una inutile polemica, immemore del suo passato di protagonista della libertà".

MILAN. A proposito dei rumors sulla vendita del Milan, Berlusconi ha detto. "Intanto bisognerebbe capire se ci sarebbe qualcuno, vero appassionato del Milan, disposto a investire più di quei 50 milioni di euro l’anno che ci mette la mia famiglia. Il Milan è la squadra che ha vinto più trofei al mondo, più del mitico Real Madrid di Bernabeu, al quale è stato dedicato addirittura uno stadio. E io, grazie al Milan, sono il presidente che ha vinto di più nella storia del calcio. Il secondo è proprio Bernabeu che ha vinto meno della metà dei miei trofei. Il filosofo Vico diceva che nella storia ci sono corsi e ricorsi. Penso che valga anche per la storia del calcio. Il Milan tornerà grandissimo e vincente, e lo farà molto presto".

PER I MIEI FIGLI SONO UN PADRE GIUSTO ED EQUANIME". "Nei primi anni 80 tutti i maggiori editori italiani avevano tentato l’esperienza della televisione, e si erano dovuti ritirare precipitosamente. Io ero convinto che la tv commerciale fosse il futuro dell’intrattenimento e della comunicazione in Italia. Tutti mi dicevano che era una follia, che mi avrebbe condotto alla rovina. Dieci anni dopo mi avrebbero di nuovo dato del matto e avrebbero di nuovo profetizzato la mia rovina quando annunciai la mia discesa in campo in politica. Ma in entrambi i casi ho avuto ragione io".

Sulla prima moglie, Carla Dall'Oglio, Berlusconi ha detto: "È stata, ed è, una grande mamma e una gran signora. Si è comportata sempre con ammirevole riservatezza. La stimo molto, ed è stata, ripeto, per i miei figli la madre migliore possibile. Le nostre strade si sono divise da molti anni, ma non c’è stato, da allora, un solo momento nel quale non si sia comportata con una discrezione esemplare, restando sempre vicina ai nostri figli con grande dedizione e generosità».

Su Veronica e i figli ha detto: "Rispetto a quello con Carla, il divorzio da Veronica è stato per me più doloroso. Alcuni passaggi della vicenda mi hanno anche ferito, ma non voglio più ritornarci sopra. La cosa più importante è l’affetto che i nostri tre figli continuano a portare a entrambi i genitori, confermando così di avere ricevuto un’ottima educazione e di essere dotati di grande equilibrio. Il gruppo che ho fondato comprende una serie di attività molto diversificate, e sono certo che strada facendo Barbara, Eleonora e Luigi potranno inserirsi e trovare una collocazione attiva, di  responsabilità vera e di piena soddisfazione, come è già stato per Marina e Pier Silvio. In questo, penso di essere un padre giusto ed equanime".

"MIA MADRE MI SCRISSE L'EPITAFFIO: "FU UN UOMO BUONO E GIUSTO, DOLCE E FORTE". "Se è vero che mia madre mi scrisse l'epitaffio? Sì, è vero. Una volta a cena ne parlammo scherzandoci sopra. Il mattino dopo mi portò un foglietto su cui aveva scritto, non più per gioco ma seriamente, la frase che lei avrebbe voluto fosse scolpita sulla mia tomba. Posso dirgliela. “Fu un uomo buono e giusto, dolce e forte”. Grazie, mammina, le dissi, cercherò di essere proprio così". 

 

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